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Come si celebra l’Immacolata in Italia: questa usanza dimenticata ha un significato profondissimo

L’Immacolata in Italia è un giorno importante legato a diverse tradizioni: questa usanza particolare è ormai dimenticata, ma ha un significato profondo.

L’8 dicembre di celebra l’Immacolata Concezione. Un dogma della Chiesa cattolica secondo cui la Vergine Maria è stata preservata dal peccato originale. Al giorno d’oggi è perlopiù un’occasione speciale per stare insieme alla famiglia e prepararsi al Natale. Dal Nord a Sud dello Stivale ci sono infatti tantissime tradizioni legate all’Immacolata.

Come si celebra l’Immacolata in Italia: questa usanza dimenticata ha un significato profondissimo (Cityrumors.it)

Alcune rimandano alla religione, altre alla cultura popolare e alla cucina. L’8 di dicembre, infatti, spesso si cucina qualche ricetta locale oppure si svolge qualche rituale, come ad esempio l’allestimento dell’albero di Natale e del presepe. Oltre a queste, c’è anche un’usanza ormai dimenticata che ha però origini antiche ed un significato profondo.

Nessuno si ricorda più questa antica usanza dell’Immacolata

Il giorno dell’Immacolata si svolgono diversi rituali legati sia alla religione che alla cultura popolare. Molte famiglie fanno l’albero di Natale ed il presepe. Tanti, soprattutto al Sud, organizzano dei falò e, ovviamente, non possono mancare processioni e banchetti con piatti tipici regionali, fra cui le pittule, lo sfincione e dolci di ogni tipo. Qualcuno, poi, ne approfitta per visitare i mercatini di Natale o per fare qualche gita fuori porta.

Nessuno si ricorda più questa antica usanza dell’Immacolata (Cityrumors.it)

Ad ogni modo, c’è un’usanza un tempo molto sentita e ormai oggi quasi del tutto dimenticata che affonda le sue origini addirittura agli inizi del 1600. Si tratta de digiuno. Sembra infatti che in Puglia, nel paese di Manduria, già nel 1628 fosse diffusa l’abitudine di digiunare durante il giorno dell’Immacolata, per purificarsi in previsione del Natale. Questa usanza è stata poi ufficializzata tramite bolla papale nel 1853 da Papa Pio IX.

Sebbene oggi non sia più molto diffuso, il digiuno viene praticato ancora da qualche famiglia della Puglia e della Basilicata, con alcuni cambiamenti rispetto al passato. Pane e acqua sono stati di fatto sostituiti da altri piatti ‘leggeri’, generalmente senza carne. In Puglia una delle preparazioni tipiche dell’8 dicembre è la puccia, un tipo di pane bianco e spugnoso, simbolo della purezza della Madonna.

Viene servita durante un pasto frugale, consumata di solito in piedi dai commensali, ed accompagnata da altri prodotti tipici locali, come sott’olio, capperi, alici sotto sale, pecorino, peperoni e melanzane. Non mancano poi le pittole o pettole, delle frittelline di pasta vuote o condite. La tradizione vuole che, terminato il digiuno, amici e parenti si siedano finalmente a tavola per gustare altre prelibatezze.

Anche in Basilicata c’è ancora chi osserva il digiuno. Qui di solito si salta la colazione e a pranzo si mangia il tipico tarallo dell’Immacolata, detto anche ficcilatidd. Un pane con semi di finocchio a forma di ciambella. A cena invece è previsto baccalà in umido, ancora ficcilatidd e, talvolta, un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino. E tu cosa mangi a casa tua il giorno dell’Immacolata? Conoscevi già l’usanza del digiuno?

Veronica Elia

Sono Veronica e sono una giornalista pubblicista iscritta all'ordine dei Giornalisti della Lombardia, laureata in Editoria presso l'Università degli Studi di Milano. Nel 2015 comincio il mio percorso giornalistico ed inizio a collaborare con diverse realtà editoriali in Italia e in Svizzera. Il mio motto? "Fai il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno della tua vita".

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