Matteo Salvini è pronto a tagliare le corse dei treni: “Riduzione del 15%”, ma la soluzione ai disagi non soddisfa Trenitalia.
Matteo Salvini è pronto a usare il pugno duro per risolvere i problemi di trasporto che attanagliano il Paese. L’attuale Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture è nel caos dopo i disguidi di sabato scorso legati alle tratte dei treni, gli alta velocità sono rimasti fermi per alcune ore (complicando la giornata dei passeggeri) a causa di un guasto alla linea sul nodo di Milano.
Le indagini per cercare motivazioni e soluzioni continuano, ma nel frattempo un ritmo altalenante come quello vissuto dai pendolari (e non solo) negli ultimi mesi sta diventando insostenibile. Persino i vip cominciano a spazientirsi per i disagi su rotaia e non solo. Luca Bizzarri – noto podcaster e attore – ha denunciato pubblicamente un ritardo del treno che gli è costato il rinvio di una data del suo tour teatrale.
Salvini, dunque, è alle strette e tornando all’attualità intende prendere la situazione di petto: nello specifico gli accertamenti hanno rivelato che alla base dei disguidi di sabato scorso alla rete ferroviaria c’è un taglio netto ai cavi dell’alta tensione ad opera di un pantografo dell’alta velocità. La parte del convoglio che assorbe energia dalla rete elettrica.
Stefano Donnarumma, AD di Ferrovie dello Stato, tuttavia non si accontenta: avviata, con il bene placido del Ministero dei Trasporti, un’indagine interna per capire se ci sono state disattenzioni da parte di qualcuno. Potrebbe saltare qualche dirigente, ma le sim esaurite nelle centraline d’allarme (che hanno ampliato i disagi dello scorso 2 ottobre sommati a quanto accaduto di recente) non fanno altro che evidenziare criticità maggiori in grado di superare la possibile negligenza delle singole persone.
Il sistema va rivisto per evitare ulteriori problemi. I fondi stanziati ai Trasporti (sia ferroviari che su ruote) sono in calo dal 2009 ma le corse aumentano. La domanda cresce e anche l’offerta si adegua, senza però avere i mezzi – nel vero senso della parola – a disposizione per sostenerla. Per questo Salvini lavora a una proposta presentata dal suo vice, Edoardo Rixi, ovvero ridurre le corse a disposizione.
Si parla di un taglio netto pari al 15% delle attività: meno tratte per maggior precisione e puntualità. Un ridimensionamento che non farà piacere a Trenitalia: meno biglietti obliterati significa anche meno entrate dal punto di vista economico. Una macchina organizzativa che sta attraversando un periodo difficile, ma ha bisogno di manodopera pronta.
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Ipotizzare tagli al personale potrebbe essere una mossa dal duplice effetto: guadagnare in efficienza potrebbe lasciare spazio ad altro tipo di malcontento. Se viene ridimensionata la forza lavoro. Gli equilibri rimangono delicati: la proposta di Salvini – su indirizzo del suo vice – resta in cantiere. Le prossime settimane saranno determinanti per capire gli eventuali margini di attuazione.
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