Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella consueta conferenza stampa di fine anno: tra i temi trattati, il rapporto con i Magistrati, e il Presidente della Repubblica
“Anche io ho letto ricostruzioni su intendimenti e strategie tremende del tremendo Fazzolari, ma non è proprio nei miei radar” andare al voto anticipato. Queste le parole del presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno. “Credo che la stabilità di questo governo e dell’Italia sia precondizione per fare molte altre cose e farà del mio meglio per garantirla e arrivare alla fine della legislatura finché avrò una maggioranza solida che mi sostiene ovviamente. Ma il mio grande obiettivo è chiudere questa legislatura come l’ho iniziata”.
Qualcuno aveva ipotizzato le dimissioni del Premier in caso di bocciatura del referendum sulla riforma della giustizia che contiene la separazione delle carriere dei magistrati. “Non intendo dimettermi: abbiamo fatto quello che avevamo scritto nel programma, stiamo mantenendo gli impegni ma in ogni caso il mio obiettivo è che questo governo arrivi alla fine della legislatura, una cosa mai stata possibile per i nostri predecessori e presentarsi al cospetto dei cittadini per essere giudicato per il complessivo del lavoro”.
Sul rapporto con le toghe, il Premier ribadisce che “magistrati e giornalisti siano importantissimi. Più tutte queste persone fanno bene il loro lavoro e meglio è per tutti. Non vuol dire che non si può chiedere conto a un giornalista di notizie che deliberatamente sono pubblicate e che sono false. Non vuol dire che non si possa chiedere conto ai magistrati di decisioni che sono prese e mettono a repentaglio la nostra sicurezza. Anche quando ci sono toni critici, la mia idea è che questi toni servano per migliorare. E noi andiamo nel senso di un miglioramento dello stato della giustizia: i miei toni non sono per delegittimare ma per dire che ci sono cose che non stanno funzionando”.
Sul suicidio assistito e sul fine vita, il Premier Giorgia Meloni è chiara: “Io penso che il compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi ma sia semmai cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e delle loro famiglie ed è il lavoro che fa il governo con l’aumento dei fondi per le cure palliative e l’assistenza domiciliare ed è quello che il governo fa con il prossimo ddl sui caregiver familiari. Penso che il nostro compito sia quello di combattere la solitudine e e l’abbandono che fanno vedere il suicidio assistito come un’opzione. Sulle decisioni ci rimettiamo al Parlamento”. Quando le viene chiesto se è favorevole o meno, Meloni ribadisce che “dipende dai contenuti, se ne sta occupando il Senato dove ci sono delle proposte, non ci sono iniziative governative”.
Giorgia Meloni ha poi parlato del rapporto con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Sono ottimi. Leggo spesso ricostruzioni su scontri e difficoltà. Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d’accordo, l’ha dichiarato anche lui, però se c’è una cosa che ha fatto la differenza è che il presidente della Repubblica quando si tratta di difendere l’interesse nazionale c’è. E questo per me vale tutto”. Poi sulle questioni interne “immagino che le sue posizioni personali non siano sempre le stesse, però sappiamo entrambi sappiamo qual è il nostro ruolo e entrambi collaboriamo in maniera ottima, davvero. Io vedo un racconto molto spesso sulla stampa, sui media che è molto diverso la realtà che vivo, e quindi non vorrei a volte che il tentativo di scontro con il Quirinale si provasse a costruire per interessi diversi – ha aggiunto – Quindi ci vedo una costruzione, molto spesso, e questa costruzione porta a dover per forza raccontare che ci sono problemi anche quando i problemi non ci sono. Poi quando non siamo d’accordo ovviamente ne parliamo, cerchiamo sempre delle soluzioni, e le abbiamo sempre trovate”.
Chiusura dedicata alle pensioni: “In Italia esiste una legge che impone di adeguare l’età pensionabile all’aspettativa di vita. In forza di quella legge, se noi non fossimo intervenuti, nel 2027 l’età pensionabile sarebbe aumentata di tre mesi. Noi siamo intervenuti per limitare questa previsione automatica e per portare quei 3 mesi a 1 mese e a zero per i lavori usuranti”. Insomma, “siamo intervenuti per evitare un aumento dell’età molto più consistente. Al momento non abbiamo altri provvedimenti particolari” sulle pensioni. “E’ tra i temi preminenti” ma “la scelta del governo è stata nel senso dei diritti di lavoratori e dei pensionati”
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