Fabio Capello, ex tecnico di Milan, Roma, Juve e Real Madrid, al veleno sui direttori di gara: “Impazzisco quando vedo certe cose…”
La lettera della Lazio rivolta alla Lega e nella quale si chiede conto delle scelte controverse degli arbitri, gli errori clamorosi che hanno danneggiato i biancocelesti, ma che hanno coinvolto anche le altre squadre (basta vedere cosa è successo in campo nelle ultime settimane), le proteste che arrivano da numerose componenti del mondo del calcio. Il mondo arbitrali è continuamente sotto l’occhio del ciclone.

L’utilizzo della Var non ha mitigato i problemi. Anzi, per molti tecnici e calciatori è diventato uno strumento utile solo a dare ragione ai direttori di gara, che possono (attraverso le immagini) trovare un piccolo riscontro alle loro scelte. “Io sono a favore del Var, ma è diventato un modo per farsi dare sempre ragione e questo non va bene”, ha detto il tecnico del Genoa Daniele De Rossi al termine del match con la Roma. Solo nelle ultime due settimane in Italia è accaduto di tutto: dal gol di Davis in Udinese-Lazio segnato dopo un controllo di braccio a quello di Nico Paz a Lecce dopo una strattonata, dal mancato rigore in Torino-Cagliari, a quello non concesso al Genoa contro la Roma, fino alle polemiche di Atalanta-Roma (sul gol di Scalvini e su quello annullato a Scamacca) e Lazio-Napoli (assurda l’espulsione di Noslin e il fallo da cui scaturisce il secondo gol degli azzurri).
Capello senza censura: l’attacco agli arbitri è durissimo
Una situazione diventata insostenibile. E che si manifesta anche negli altri campionati. Tanto da portare gli addetti ai lavori ad alzare il tiro. “Gli arbitri? Sono una Mafia”, ha detto Fabio Capello in una lunga intervista rilasciata a Marca. Parole di fuoco, che portano ad accuse durissime nei confronti della classe arbitrale. “Lascia perdere, lascia perdere… Questo è un argomento che mi fa molto arrabbiareLascia perdere, lascia perdere… Questo è un argomento che mi fa molto arrabbiare”, ha detto. Quando gli è stato chiesto un commento sul Var, Capello è stato ancora più chiaro. “Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il VAR, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi”.

Parole chiare, che circoscrivono il problema: “Molte volte – prosegue Capello – prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché fischi?! Se io sono alto 1,90 metri e l’altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all’altezza del suo viso, perché fischi? Tutta questa storia mi sta facendo impazzire, completamente impazzire”. Capello ribadisce la necessità di inserire un ex giocatore, nel pool di arbitri che analizzano le immagini: “Mettine uno lì che possa dire all’arbitro: Beh, non credo che sia rigore, o forse sì. Con la UEFA, abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori, esaminate da ex giocatori e allenatori, e 6 di queste erano rigori e 14 no”.
Capello e i problemi del calcio italiano
L’ex tecnico di Roma, Juve, Milan e Real Madrid parla poi dei problemi del calcio italiano e del rischio di non raggiungere per la terza volta consecutiva i Mondiali: “Nell’undici titolare del Milan c’è un italiano; alla Juventus solo due; l’Inter quattro o cinque; alla Roma due o tre. Questa è la chiave. Guardando al futuro, non abbiamo molte opportunità. Il sistema di allenamento è fallito; c’è molta tattica e poco calcio. Questo è il problema dell’Italia. A 12 anni, i bambini fanno già tattica: perché tattica ora? Bisogna passare, passare, passare, controllare la palla e conoscere l’ABC del calcio. Ho vissuto in Spagna e vedo che ai bambini piace passare e passare. Tecnica, tecnica… Ora il calcio è più veloce, e se non hai tecnica, dove vai? Stiamo parlando di pressing allora”.
Chiusura dedicata al calciatore più forte mai allenato in carriera: “Ronaldo, il brasiliano. E dopo di lui, Van Basten, subito dietro. Quando allenavo Ronaldo, non era infortunato, ma non era nemmeno entusiasta. Non gli piaceva perdere peso, gli piaceva la vita… E l’ho cacciato dal Real Madrid. Ma se mi chiedete chi fosse il migliore, è facile: Ronaldo, di gran lunga.





