L’adozione dei big data negli archivi aziendali è sempre più comune, risultando un fenomeno con cui appare impossibile non fare i conti. Alla base c’è la digitalizzazione del flusso documentale, qualcosa che vale tanto per la generazione dei file quanto per la loro condivisione e archiviazione.

Per questo disporre di informazioni corrette e pienamente affidabili rappresenta un vero e proprio vantaggio competitivo, in grado di assicurare l’opportuna efficienza operativa e la massima continuità nelle attività di tutti i giorni.
È in questo scenario che si inseriscono le pratiche di data cleansing e normalizzazione degli indirizzi: processi elementari che permettono di migliorare la qualità complessiva degli archivi.
Parliamo di software di ultima generazione proposti da realtà specializzate come Egon (maggiori informazioni al sito egon.com), azienda italiana che ha come core business proprio la data quality. Le sue soluzioni si avvalgono di un algoritmo sofisticato, che può essere predisposto tanto nei data center del cliente che in cloud.
Vediamo dunque in cosa consistono esattamente data cleansing e normalizzazione degli indirizzi, soffermandoci sui vantaggi di quest’ultima per le imprese.
Data cleansing: cos’è e perché è importante per le aziende
Per data cleansing s’intende il processo attraverso il quale i dati vengono analizzati, corretti e aggiornati al fine di eliminare eventuali errori o incongruenze presenti nei database. L’espressione può essere tradotta in italiano come “pulizia dei dati” e ha come obiettivo quello di ottenere informazioni affidabili, complete e coerenti, in grado di supportare correttamente le attività aziendali.
All’interno degli archivi possono infatti essere presenti duplicazioni, refusi, campi incompleti oppure informazioni ormai obsolete. Situazioni di questo tipo rischiano di compromettere la qualità delle analisi e la precisione del processo di decision making, con conseguenze anche rilevanti dal punto di vista economico.
I vantaggi di un database “pulito”
Un database “pulito” consente invece di migliorare l’organizzazione delle informazioni, rendendo più efficienti i flussi di lavoro e facilitando l’integrazione tra diversi sistemi aziendali.
Il beneficio si estende a molteplici ambiti delle attività del business: da quelle di marketing, che possono contare su dati più accurati per segmentare il pubblico, fino a quelle inerenti il servizio clienti, che risulta più puntuale e coerente.
Il data cleansing, dunque, garantendo la qualità delle informazioni e supportando lo sviluppo delle imprese nel tempo, si rivela capace di migliorare sia gli aspetti operativi che quelli strategici.
Normalizzazione degli indirizzi: un passaggio essenziale per dati coerenti
La normalizzazione degli indirizzi è tra le attività più rilevanti nell’ambito della data quality e può essere dunque a tutti gli effetti considerata uno strumento di data cleansing.
Si tratta di un processo che consente di verificare e uniformare le informazioni presenti nei database aziendali, intervenendo su eventuali errori di formattazione, abbreviazioni non corrette o dati mancanti.
Come funziona la normalizzazione degli indirizzi? Attraverso un software ad hoc vengono estrapolati gli indirizzi postali grezzi e sottoposti a validazione, uniformandoli in dati strutturati e standardizzati, in linea con le normative nazionali e internazionali.
Occorre pertanto considerare gli indirizzi come un elemento chiave in numerose operazioni aziendali, dalla spedizione dei prodotti alle comunicazioni con i clienti e più in generale all’interno delle anagrafiche.
La normalizzazione permette di rimuovere possibili incongruenze, duplicazioni e inesattezze, rendendo i dati più facilmente integrabili all’interno di CRM, piattaforme di marketing e sistemi di gestione logistica.
Il risultato è un database più affidabile e che in quanto tale migliora la qualità complessiva dei processi. L’organizzazione risulta quindi più solida nel lungo periodo.





