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Cronaca

⁠Cacciatore spara a un uomo nella riserva: “Pensavo fosse un cervo”

L’episodio, in stile fantozziano, è avvenuto all’interno di una riserva: entrambi i cacciatori non stavano rispettando i requisiti di sicurezza

C’è chi, durante la battuta di caccia, si imbatte in una lepre che scappa a zig zag, chi in un cinghiale un po’ troppo intraprendente. E poi c’è lui, il cacciatore della Louisiana che, evidentemente, aveva bisogno di un oculista (o forse di un corso accelerato di riconoscimento delle figure). Perché, insomma, confondere un essere umano con un cervo non è proprio da manuale del perfetto cacciatore. Non siamo ai livelli della leggendaria scena della battuta di caccia nel “Secondo tragico Fantozzi”, ma poco ci manca.

⁠Cacciatore spara a un uomo nella riserva: “Pensavo fosse un cervo” – Cityrumors.it

Eppure, è successo davvero. In una proprietà privata a Zachary, una tranquilla cittadina di East Baton Rouge, una battuta di caccia si è trasformata in un episodio a dir poco surreale. Due cacciatori, entrambi muniti di regolare permesso di accesso alla proprietà, si trovavano a caccia di cervi.

Fin qui, tutto nella norma. Se non fosse che, a un certo punto, uno dei due ha scambiato il suo compagno di caccia per la preda ambita e, sì, ha sparato. Immaginate la scena (possibilmente senza visualizzare Fantozzi e Filini). Il cacciatore, appostato, scruta l’orizzonte alla ricerca di un movimento, di un’ombra tra gli alberi.

Poi, un’immagine che si staglia nella sua visuale, che ai suoi occhi, evidentemente non troppo allenati, sembra proprio quella di un bel cervo. Pochi istanti, la pressione sul grilletto e l’incredibile si materializza. Non un cervo, ma un uomo, colpito da una scarica di pallini di piombo sparati da un fucile calibro 20.

Il “lieto fine” di questa particolare battuta di caccia

Fortunatamente, l’uomo non ha riportato ferite mortali. Il pronto intervento del tiratore, che ha immediatamente chiamato il 911, ha permesso un rapido trasporto in elicottero all’ospedale Our Lady of the Lake di Baton Rouge. Un epilogo tutto sommato “a lieto fine”, se così si può dire, considerando la gravità della situazione (e pure il fatto che nessun cervo sia stato ucciso, grazie alla goffaggine dei due protagonisti).

Ma le conseguenze, ovviamente, non sono mancate. Le forze dell’ordine, giunte sul luogo dell’incidente, hanno accertato che nessuno dei due cacciatori indossava l’arancione di sicurezza, obbligatorio per legge, né possedeva le targhette per cervi. Il cacciatore “cecchino” è stato quindi multato per entrambe le violazioni. E non è finita qui, perché le indagini sono ancora in corso e non si escludono ulteriori accuse.

Il “lieto fine” di questa particolare battuta di caccia – Cityrumors.it

L’episodio, per quanto paradossale e tragicomico, riporta prepotentemente alla ribalta l’importanza della sicurezza durante la caccia. Il Dipartimento della fauna selvatica e della pesca della Louisiana ha infatti ribadito l’importanza di identificare con certezza il bersaglio e l’ambiente circostante prima di sparare.

In più, è stato sottolineato l’obbligo di indossare l’arancione di sicurezza (nessun riferimento invece a eventuale “Berrettone Sherlock Holmes con penna alla Robin Hood” utilizzato da Filini, né al “berretto bianco alla marinara della figlia Mariangela” messo da Fantozzi). Un promemoria che, in questo caso, sembra essere stato clamorosamente ignorato.

Marco Ercole

Giornalista, scrittore, amante della lettura. Mi piace scrivere di ogni cosa, diversificare gli interessi, ma tendenzialmente mi occupo di sport da 20 anni, collaborando anche con Repubblica, FOXSports, Corriere dello Sport, Tuttosport, Il Millimetro e molto altro ancora.

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