Gelo e freddo con temperature in picchiata tra San Silvestro e Capodanno: cosa succede invece nei prossimi giorni.
Una nuova allerta meteo, dopo quella che ha caratterizzato i giorni di Natale e Santo Stefano, è stata rilanciata per l’ultimo dell’anno e per il primo giorno del 2026: San Silvestro e Capodanno, infatti, sono due giornate in cui praticamente gran parte della Penisola italiana ha dovuto fare i conti con un’ondata di gelo artico. Se, insomma, il freddo aveva dato una sorta di tregua, con temperature un po’ più miti, tra Natale e Capodanno, ora il termometro è tornato ad abbassarsi.

Il 2026, a quanto pare, si è aperto sotto l’influenza di correnti fredde di origine artica, che avevano caratterizzato la fine del vecchio anno e che hanno mantenuto il clima rigido su molte regioni, in particolare al Nord e sulle zone interne del Centro. Le temperature resteranno basse per tutta la giornata, con gelate notturne diffuse e un’atmosfera tipicamente invernale, soprattutto nelle prime ore del mattino. Ma questa fase fredda non sembra destinata a durare a lungo.
Nei prossimi giorni, le temperature saranno più miti? Cosa dicono gli esperti
Secondo quanto sostengono gli esperti di 3bmeteo, ma anche di altri servizi meteorologici, nei prossimi giorni, l’atmosfera sull’Europa e sul Mediterraneo sarà caratterizzata da una circolazione piuttosto movimentata, capace di alternare fasi fredde a periodi più umidi e perturbati. Si evidenzia bene sin dalle prossime ore quello che sarà un susseguirsi di tempo e temperature instabili, che dovrebbe andare avanti quantomeno fino all’Epifania.

L’ingresso di correnti più miti e umide di origine atlantica dovrebbe favorire la formazione di una o più perturbazioni dirette verso l’Italia: questo, nello specifico, significa da un lato temperature meno rigide, con un innalzamento della quota neve, che inizialmente si attesterebbe sui rilievi, in particolare sulle Alpi e sull’Appennino, ma dall’altro una fase di maltempo, con piogge più frequenti soprattutto sulle regioni tirreniche e sul Nord-Ovest.
Le previsioni del tempo per la prima metà del mese di gennaio
La proiezione da qui a dopo l’Epifania però lascia emergere una nuova tendenza verso temperature ancora glaciali, proprio in prossimità della festività del 6 gennaio, e anche oltre: non si esclude un nuovo afflusso di aria fredda, capace di riportare temperature sotto la media stagionale e di favorire un calo della quota neve. Se questa tendenza si mantenesse come allo stato attuale, le precipitazioni potrebbero assumere carattere nevoso a quote via via più basse.

La neve, insomma, intorno all’Epifania e oltre potrebbe fare capolino anche sulle regioni settentrionali e lungo l’Appennino centrale: aspettiamoci quindi un avvio di 2026 all’insegna dell’instabilità, con un’alternanza tra fasi umide e più miti e momenti dal sapore pienamente invernale, sebbene ci siano ancora – rileva 3bmeteo – margini di incertezza legati alla traiettoria delle perturbazioni e all’intensità delle irruzioni fredde.





