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Cronaca

Casco e cinture di sicurezza non bastano: la diseducazione stradale della Generazione Z fa paura

Una sconvolgente ricerca fa emergere un quadro davvero preoccupante dei neopatentati, un giovane su 5 ammette di distrarsi alla guida del proprio veicolo

Tra gli under 25 che abitualmente portano un mezzo a due o quattro ruote, automobile, moto, motorino, microcar, bicicletta o monopattino che sia, ben 1 su 5 racconta, al portale di informazione scolastico Skuola.net, di essere spesso con la testa tra le nuvole proprio mentre si ritrova alla guida di uno scooter o di una automobile.

Inchiesta choc – Cityrumors.it –

 

In questi giorni è partito il “Progetto sicurezza stradale a scuola – Non chiudere gli occhi”, con il quale Autostrade per l’Italia offre agli insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado di tutto il paese un pacchetto “chiavi in mano” di attività sull’educazione stradale, inclusa la possibilità di far cimentare i propri studenti con un contest creativo o di poter incontrare a scuola esperti e testimonial.

La diseducazione stradale dei giovani

La patente come simbolo di emancipazione, quel passaggio fondamentale della vita per sentirsi realmente “grandi”, per acquisire anche quell’indipendenza negli spostamenti senza dover più chiedere di essere accompagnati. Tutti abbiamo vissuto quel momento così importante, consapevoli però dei rischi e pericoli ai quali, da quel momento in poi, si andava incontro, per noi e per tutte quelle persone che facevamo salire a bordo. Ecco perchè fa davvero impressione un’inchiesta uscita in questi giorni che mette in risalto una forte diffusione di comportamenti pericolosi adottati in strada da giovani e giovanissimi neopatentati, una vera e propria diseducazione stradale che lascia interdetti. Distrazione, stanchezza, uso di sostanze e velocità eccessiva sono “compagni di viaggio” di molti giovani conducenti, tra gli under 25 che abitualmente portano un mezzo a due o quattro ruote. 2 giovani si 10, infatti, hanno confessato di essere spesso con la testa tra le nuvole proprio mentre sono alla guida e una quota simile (21%) ammette di essere stata coinvolta in incidenti a causa dei propri comportamenti errati, a cui si potrebbe aggiungere una platea ancora più ampia, 4 su 10, che ammettono di esserci andati molto vicini.

La diseducazione stradale dei giovani under 25 – Cityrumors.it –

 

Le cause principali

Nell’inchiesta condotta su circa 3mila giovani fino ai 25 anni di età, svolta in collaborazione con Autostrade per l’Italia, nell’ambito del progetto di sicurezza stradale a scuola “Non chiudere gli occhi”, iniziativa figlia di una campagna di sensibilizzazione rivolta direttamente ai ragazzi, emergono chiari i comportamenti non consoni mentre si è alla guida. Se da un parte paradossalmente tutti sono assolutamente consapevoli dell’importanza dell’indossare il casco alla guida di uno scooter e di allacciare le cinture di sicurezza in macchina, dall’altra quasi 4 giovani su 10, alla guida di un qualsiasi mezzo di locomozione, ammettono di viaggiare sempre (11%) o spesso (27%) oltre il limite consentito. Senza avere tra l’altro, la necessaria lucidità, richiesta a qualsiasi conducente, dato che circa 1 su 7 dice di mettersi frequentemente alla guida quando è assonnato o comunque molto stanco. Lo smartphone è l’altro elemento chiave del pericolo a cui vanno in corso i ragazzi alla guida. 1 su 5 ammette di armeggiare costantemente con il proprio dispositivo, quando invece dovrebbero prestare la massima concentrazione alla strada, anche se poi il 46% dichiari di attenersi al codice della strada e a quello del buon senso, evitando di buttare l’occhio a chat, social e video mentre è sulla strada. Non poteva mancare tra gli errori confessati dai ragazzi la guida in stato di alterazione psicofisica: 1 su 6 infatti dichiara di aver guidato a volte (11%) se non spesso (6%) con la mente annebbiata da alcol o “sostanze”.

Mauro Simoncelli

Romano di nascita, giornalista, scrittore, appassionato di sport e non solo. Mi piace informarmi e informare su tutto ciò che accade intorno a noi. Da sempre collaboro con giornali e tv e mi arricchisco attraverso il contatto quotidiano della radio. Oggi scelgo l’informazione quotidiana a tutto campo con passione e determinazione.

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