Emergono intanto nuove curiosità: Maduro avrebbe rifiutato una proposta (molto allettante) di Trump, prima di essere catturato
Cosa succederà ora in Venezuela dopo l’arresto di Maduro? Mentre in diverse città degli Stati Uniti manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro l’arresto del leader venezuelano. Ci si interroga sulle prossime mosse. Cosa succederà ora in Venezuela? Questa mossa rafforzerà la leadership di Trump o rischierà di causare riscontri negativi? E l’Europa come si comporterà?
Domande che rimbalzano da ieri e che restano, al momento in attesa di risposte. La cattura di Maduro ha scatenato le reazioni internazionali. Il Primo Ministro di Svezia, Ulf Kristersson, si augura una “rapida e pacifica transizione democratica” in Venezuela: “Il popolo venezuelano è stato liberato dalla dittatura di Maduro. Tuttavia, tutti gli Stati hanno la responsabilità di rispettare e agire in conformità con il diritto internazionale” ha dichiarato Kristersson, riportato dall’agenzia di stampa svedese, TT. “La Svezia ha da tempo sottolineato che Maduro non ha alcuna legittimità democratica, soprattutto dopo i brogli elettorali del 2024” ha aggiunto il premier. Sulla questione si è espressa anche la ministra degli esteri svedese : “Il dittatore Nicolás Maduro non ha alcuna legittimità democratica. Il governo svedese non versa lacrime per la sua perdita di potere”, ha dichiarato Maria Malmer Stenergard.
In Venezuela, gran parte dell’opinione pubblica esulta per la cattura di Maduro. “Trump ha messo fine alla frode perpetrata dall’usurpatore Maduro, che ha causato troppe sofferenze ai venezuelani. Il popolo ha già deciso con le elezioni del 2024: Edmundo González Urrutia e María Corina Machado sono chiamati a guidare la transizione verso la democrazia”, ha dichiarato Antonio Ledezma, ex sindaco di Caracas e braccio destro della Premio Nobel Machado. “Parlare di ‘aggressione americana’ – aggiunge – vuol dire ignorare carceri piene di dissidenti, torture documentate, esodi di massa, significa non fare analisi strutturale, ma propaganda. Ciò che il governo degli Stati Uniti sta facendo è porre fine all’impunità dei cartelli del narcotraffico che inondano il territorio statunitense di ogni tipo di droga”.
Ma non tutti sono d’accordo. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo venezuelano, Yvan Eduardo Gil Pinto, ha definito il raid americano che ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro “un chiaro esempio di terrorismo di Stato e un chiaro attacco alla sovranità e alla volontà nazionale del popolo venezuelano”. Posizione simile a quella della Cina che “chiede agli Stati Uniti di garantire la sicurezza personale del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie, di rilasciarli immediatamente e di fermare il rovesciamento del governo in Venezuela”, ha affermato il ministero degli Esteri cinese in una nota, definendo l’attacco una “chiara violazione del diritto internazionale”.
Emergono intanto nuove indiscrezioni sul raid di Trump. Il presidente venezuelano Nicolas Maduro avrebbe respinto a fine dicembre un ultimatum del presidente americano Donald Trump che lo invitava a lasciare l’incarico e a trasferirsi in un esilio dorato in Turchia. Lo riporta il Nyt citando fonti americane e venezuelane a conoscenza dei colloqui.
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