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Draghi: “Ridurre le bollette, dazi USA un rischio per la competitività”

Draghi, presidente della BCE presenta a Palazzo Madama il suo rapporto sulla competitività. Focus su energia, dazi americani e difesa europea.

Mario Draghi torna sulla scena economica e politica con un messaggio chiaro: il caro energia e le politiche protezionistiche americane minano la competitività dell’Europa. Durante la presentazione del suo rapporto sulla competitività a Palazzo Madama, l’ex premier ed ex presidente della BCE ha lanciato un monito sulla necessità di ridurre il costo delle bollette per imprese e famiglie, sottolineando come i prezzi attuali stiano compromettendo la stabilità economica del continente.

Draghi e le priorità europee Cityrumors.it foto Ansa

Il messaggio di Draghi è chiaro: bollette più basse, meno dipendenza dalle importazioni di energia fossile, una politica economica più indipendente dagli USA e una difesa comune europea. Le sue parole risuonano come un monito per i governi europei, chiamati a rispondere con azioni concrete per garantire la competitività e la sicurezza del continente.

Draghi, tra dazi e bollette, il costo dell’energia: “disaccoppiare il prezzo delle rinnovabili”

Uno dei temi centrali affrontati da Draghi riguarda il costo dell’energia. Secondo l’ex premier, l’Europa deve intervenire sul meccanismo di formazione dei prezzi, disaccoppiando il costo dell’energia rinnovabile da quello delle fonti fossili, per evitare speculazioni e rendere più competitivo il sistema energetico.

“Le bollette troppo alte mettono in difficoltà le imprese e frenano la crescita. Serve un intervento strutturale per sganciare il prezzo dell’energia rinnovabile dal gas e rendere il mercato più equo e sostenibile”, ha affermato Draghi.

A preoccupare Draghi anche Trump con i suoi dazi Cityrumors.it foto Ansa

Non solo energia: Draghi ha puntato il dito anche contro le politiche protezionistiche americane, che con l’Inflation Reduction Act e possibili nuovi dazi sulle importazioni europee minacciano la competitività dell’industria del Vecchio Continente.

“Gli Stati Uniti stanno adottando misure protezionistiche aggressive. Se Trump dovesse tornare alla Casa Bianca, il rischio di un’escalation di dazi potrebbe destabilizzare il commercio globale, penalizzando le aziende europee” ha spiegato Draghi, sottolineando la necessità per l’Europa di rafforzare la propria indipendenza economica e produttiva.

Un altro nodo chiave affrontato riguarda la pressione fiscale in Italia, che secondo Draghi resta tra le più alte d’Europa, penalizzando crescita e investimenti. “La nostra tassazione è tra le più elevate del continente. Un sistema più equo e competitivo è essenziale per attrarre investimenti e favorire l’occupazione”, ha affermato.

Draghi oltre i dazi e il caro bollette: la difesa europea

Infine, Draghi ha toccato il tema della difesa europea, sottolineando come l’assenza di una strategia unitaria rappresenti un punto di debolezza geopolitico. “L’Europa ha bisogno di una linea di comando comune, capace di coordinare le operazioni militari e garantire una difesa efficace”, ha dichiarato.

Tania Guaida

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