Era pronto per uccidere Papa Francesco a Trieste: per fortuna ecco cosa non ha funzionato nel 2024

C’era un possibile piano dell’Isis turco per uccidere Papa Francesco a Trieste un anno fa, una clamorosa rivelazione dopo l’arresto in questi giorni di uno dei principali sospettati in Olanda

Il 7 luglio 2024,  in occasione della chiusura della 50 Settimana sociale dei cattolici in Italia, che si stava svolgendo nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia, era tutto pronto per un attentato che avrebbe dovuto uccidere l’allora Papa Francesco. Come riportato dall’edizione de “Il Piccolo” in edicola oggi, il piano, fortunatamente sventato, doveva essere portato a termine da una cellula turca legata all’Isis K, emerso soltanto in questi giorni dopo l’arresto in Olanda di un cittadino turco di 46 anni, attualmente recluso proprio nel carcere di Trieste.

Papa Bergoglio
Era pronto per uccidere Papa Francesco a Trieste: ecco cosa per fortuna non ha funzionato nel 2024 – Cityrumorsl.it – Ansa foto

Il gesuita argentino Jorge Mario Bergoglio è stato il primo Papa proveniente dal continente americano e primo non europeo dopo oltre 1.200 anni. Arcivescovo di Buenos Aires dal 1998, pastore semplice e molto amato nella sua diocesi, viene eletto Sommo Pontefice il 13 marzo 2013, all’età di 76 anni. Nel dicembre 2024, con l’apertura ufficiale della Porta Santa in San Pietro dà il via al Giubileo ordinario, che la Chiesa celebra ogni 25 anni, ma muore il 21 aprile 2025, giorno del Lunedì dell’Angelo, alle ore 7:35, del mattino, nel suo appartamento privato, dopo essere apparso per l’ultima volta il giorno di Pasqua sul balcone di San Pietro per omaggiare in fedeli riuniti nella piazza sottostante.

L’attentato al Papa era pronto

Tutto era stato pianificato, Papa Francesco doveva rimanere vittima di un attentato a Trieste nel corso della 50esima settimana dei Cattolici in Italia il 7 luglio del 2024. E’ la clamorosa rivelazione pubblicata oggi dal quotidiano “Il Piccolo” che pubblica i risultati di un’inchiesta condotta dopo la lettura di alcuni carteggi di un’indagine portata avanti dall’Interpol. L’attentato era stato pianificato da militanti turchi legati all’Isis K, la frangia più estrema dello Stato Islamico attiva in Afghanistan e in altre aree del mondo.

Il Papa all'arrivo nella città friulana
L’attentato al Papa era pronto – Cityrumors.it – Ansa foto

Il giorno prima dell’arrivo in città del Papa era stata trovata una pistola automatica CZ, modello 7B calibro 9 Luger matricola 5793N con caricatore e con 14 cartucce, in un trolley scuro abbandonato nel bar della stazione ferroviaria. Secondo la ricostruzione del quotidiano, nel faldone che si riferisce alle indagini, risultano degli accertamenti di intelligence sulla pistola e si fa esplicitamente riferimento a un “possibile progetto di attentato contro il Sommo Pontefice”. Un ritrovamento che ha fatto scattare tutta una serie di misure di sicurezza che hanno portato così a sventare il possibile attentato.

L’arresto del presunto attentatore in Olanda

Quella del 2024 non è stata neanche la prima volta che è stato sventato un possibile attentato contro Papa Bergoglio, già un paio di mesi prima, nel settembre dello stesso anno, infatti, sette persone furono arrestate in Indonesia, dove Francesco era in visita nel corso di una viaggio in Asia e Oceania, accusate di aver minacciato Papa Francesco e di preparare un attentato contro il Pontefice. A sgominare il gruppo è stata l’unità antiterrorismo locale denominata Densus-88, sottolineando che gli arresti sono stati portati a termine nelle città di Bogor e Bekasi, non troppo distanti dalla capitale Giacarta.

Papa Francesco durante le celebrazioni
L’arresto del presunto attentatore in Olanda – Cityrumors.it – Ansa foto

In questa ultima occasione, grazie agli sforzi congiunti delle agenzie di intelligence e delle forze dell’ordine di tutta Europa, è stato possibile identificare e localizzare in Olanda uno dei principali sospettati, il turco Hasan Uzun. L’arresto, effettuato quindi dall’Interpol, del principale sospettato dell’attentato, ha segnato una svolta fondamentale nell’inchiesta, confermando i timori iniziali e dando sostanza all’ipotesi di un complotto terroristico.

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