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Cronaca

La cucina italiana pronta ad un riconoscimento unico: perché il 10 dicembre può essere una data storica

Oggi, 10 dicembre, potrebbe arrivare un riconoscimento unico per la cucina italiana. Il nostro Paese è pronto ad entrare definitivamente nella storia

Un giorno da ricordare: da segnare sul calendario e che potrebbe portare a grandi novità per la cucina italiana e per tutto il nostro Paese. Il cibo italiano è da sempre riconosciuto i tutto il mondo per la bontà e la qualità dei suoi prodotti. Oggi, questo tipo di valutazione, potrebbe essere certificata a livello Mondiale.

La cucina italiana pronta ad un riconoscimento unico: perché il 10 dicembre può essere una data storica – cityrumors.it

Il 10 dicembre del 2025 potrebbe diventare a tutti gli effetti una data storica. L’Italia sta per diventare il primo Paese ad ottenere un riconoscimento internazionale da parte dell’Unesco. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ha infatti pubblicato la valutazione degli esperti, che raccomanda l’inclusione della cucina italiana tra i beni da tutelare e valorizzare a livello globale. Si tratta del primo e importante traguardo, in un percorso iniziato con il dossier “La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale”, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Agricoltura

Cosa potrebbe cambiare per l’Italia?

Per l’Italia si tratterebbe di un traguardo storico. Il nostro Paese ha già altri patrimoni legati al cibo, come la Pizza Napoletana (riconosciuto nel 2017) e la Dieta Mediterranea (che è stata invece certificata  nel2013). Se la nostra cucina diventasse a tutti gli effetti un patrimonio dell’Unescu, verrebbe premiata l’intera produzione nazionale. Si arriverebbe ad esaltare un modello culturale che andrebbe ad includere la scelta delle materie prime, la qualità generale dei cibi, il rispetto dei prodotti stagionali e territoriali. La commissione chiamata a dare un parere definitivo si riunirà da oggi, fino al 13 dicembre a New Delhi: la candidatura italiana rafforza ulteriormente il valore culturale e sociale del cibo italiano. L’Italia punta a ottenere un riconoscimento unico: la cucina italiana sarebbe la prima al mondo a ottenere, nel suo complesso, il titolo di patrimonio immateriale dell’umanità.

Cosa potrebbe cambiare per l’Italia? – cityrumors.it

Che tipo di vantaggi porterebbe a livello generale? Inutile specificare che dal punto di vista economico, un riconoscimento del genere sarebbe eccezionale. Per fare un’esempio, da quando nel 2017 è arrivata la certificazione che ha premiato la Pizza Margherita come patrimonio Unesco, sono cresciuti del 283% i corsi professionali e del 420% le scuole accreditate, tutte all’estero. A decidere sarà una commissione a cui partecipano i delegati di 185 Stati, ma di questi solamente 24 voteranno a favore o contro le nuove proposte di candidatura come patrimonio dell’umanità. Tra questi ci sono Francia, Spagna, Germania, Slovacchia, ma anche Ucraina, Cina, India, Nigeria, Emirati Arabi.

Esulta il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: “La cucina italiana entra nella storia, è la prima al mondo degna di essere protetta dall’intera umanità. Racconta l’Italia meglio di ogni altra cosa, mette insieme i nostri produttori, i nostri agricoltori e allevatori e pescatori, i nostri trasformatori, i nostri ristoratori, nostre imprese, il nostro mondo della cultura della musica, dell’arte, della scienza. Tutto questo diventa un elemento protetto e quindi ci dà tanto orgoglio”, ha dichiarato.Ma non solo – ha aggiunto – perchè ci mette in condizione di promuovere il nostro modello di distribuzione far crescere il valore dei prodotti, ma anche dei territori che li realizzano e quindi porta maggior possibilità di avere turisti che sempre più vengono in Italia. Non meno importante è la protezione dall’italian sounding, meccanismo che ci deruba di miliardi ogni anno”.

Paolo Colantoni

Amo scrivere, raccontare e leggere. Adoro i film, le serie poliziesche e la musica. Ho cantato con Michael Jackson (ho le prove) e collaborato con testate nazionali (Libero, Corriere dello Sport, Tuttosport e Radio 101), regionali (Rsa, Radio Incontro Olympia, Teleroma 56), siti e riviste. Enzo Biagi diceva che il giornalista è un “testimone dei fatti”. Noi proviamo ad esserlo della realtà di oggi.

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