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L’addio di Immobile, Burioni: “Non mi sentivo così male da quando andò via Chinaglia…”

A Cityrumors.it torna a parlare dopo tanto tempo il famoso virologo e anche noto per essere un acceso tifoso della Lazio: “Ho il cuore a pezzi e la flebile speranza che succeda qualcosa all’ultimo, che ci ripensi, ma lo so che è un sogno. Speravo che finisse la carriera in biancoceleste”

Sono stato fuori Italia per due giorni per un convegno, curioso di vedere chi c’era di nuovo per il ritiro della Lazio, torno e non c’è Ciro Immobile, ho pensato a uno scherzo, invece poi ho capito che non era vero. Sono distrutto, addolorato per davvero è stato come tornare indietro nel tempo quando andò via Giorgio Chinaglia, mi sono sentito nello stesso modo…“. Sulla scienza e su materie mediche è serio, spesso fa discutere quello che dice e come lo dice, ma appena veste i panni del tifoso diventa quasi un altro il noto virologo Roberto Burioni che a Cityrumors.it torna a parlare dopo diverso tempo e si sfoga: “Non sono stati giorni facili eh, soprattutto nel digerire le partenze di Luis Alberto e Felipe Anderson, devo dire anche Kamada che non aveva fatto per niente male, lasciamo stare per favore, ma Immobile no, è proprio dura da accettare. Ma è ufficiale? Io spero sempre che succeda qualcosa fino all’ultimo, che ci ripensi, che qualcuno dica no….“.

Il noto virologo ma anche tifoso della Lazio Roberto Burioni (Ansa Cityrumors.it)

 

Non si arrende all’evidenza, il famoso virologo che quando parla della Lazio si scatena da un certo punto di vista, anche se non può fare a meno di ricordare tutte le volte in cui ha gioito per le reti segnate dall’attaccante: “Sono disintegrato, a pezzettini, guardi, ma allo stesso tempo se torno lucido, non posso non ricordare tutte quelle 207 volte che mi ha fatto saltare ed esultare come un matto, e di questo gliene sarò eternamente grato. E’ stato e rappresenta la storia, non ci sono dubbi, ho visto tanti attaccanti nella mia vita con la maglia biancoceleste e alcuni sono stati davvero eccezionali, ma Ciro Immobile è qualcosa di unico, irripetibile e meraviglioso. Solo grazie, e per sempre”. Per Roberto Burioni è davvero tosta pensare a una Lazio senza Ciro Immobile: “Certo che proprio adesso, già mi immaginavo una Lazio guidata proprio da lui visto che erano andati via altri giocatori importanti, speriamo bene, anche se sono andati via i più bravi, almeno Zaccagni è rimasto”.

“Se solo penso a quante gliene hanno dette a Ciro, dove stavano tutti quelli che l’hanno massacrato in nazionale? Si nascondessero….”

L’attaccante della Lazio Ciro Immobile mentre segna al derby (Ansa Cityrumors.it)

 

E’ scatenato Roberto Burioni e non osa proferire parola per la Lazio che sta nascendo, “per favore mi lasci stare da questo punto di vista, aspettiamo, ma….“, prova a guardare oltre anche se non riesce a vedere Immobile con un’altra maglia che non sia quella della Lazio: “Almeno lui in Arabia non è andato, vuole ancora giocare a livelli che contano e il calcio turco mi sembra sia di ottimo livello, visti che la loro nazionale ha fatto decisamente meglio di noi. Almeno questo per Immobile che andrà anche a guadagnare tanti soldi, ma giocherà in un torneo che non è certo mediocre“.

Torna anche sulle polemiche che furono incredibili e ingenerose nei confronti di Ciro Immobile ma non solo alla Lazio, anche in nazionale: “Dove stanno tutti quei fenomeni che hanno distrutto il povero Ciro quando era con l’Italia, anzi se ci fosse stato lui in quelle settimane, è stato massacrato ingiustamente, ma chi è andato adesso non ha fatto una gran figura purtroppo per noi anzi l’unica cosa decente in questi europei per l’Italia guarda caso l’ha fatta un laziale, con quella meraviglia di Zaccagni. Guardi lasciamo stare che è meglio così, a me però guai a chi mi tocca la Lazio“. Ma prima di salutare ci tiene a chiedere una cosa: “Ma siamo proprio sicuri sicuri che non ci siano speranze che Immobile possa restare…”. Non si arrende, Burioni.

Daniele Magliocchetti

Lo so, è un sogno un po' bizzarro, ma da piccolo sognavo di fare l'inviato di guerra, mi perdevo nei racconti di Ettore Mo, meraviglioso inviato del CorSera, su questa scia sono diventato un giornalista, meglio dire cronista (esistono solo le notizie), scrivendo e raccontando sport (principalmente), ma anche cronaca e politica per Ultime Notizie, Ansa, Repubblica e Messaggero, cartaceo e on line, contestualmente facevo (e faccio) anche radio passando per Radio Incontro, Radio Globo, Radio Sei, Radio Incontro Olympia ora solo Radio Olympia. Da sempre curioso del mondo e di chi ne fa parte.

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