Ufficiali le date dei saldi in Italia. Rispetto al passato c’è una grande novità: esiste infatti una data definitiva e una dove i clienti affezionati possono già fare degli affari
“Quando iniziano i saldi in Italia?”. La domanda gira da giorni ed ha già fatto iniziare il conto alla rovescia per milioni di italiani. I centri commerciali, i negozi specializzati e quelli on line sono stati già presi d’assedio dai clienti, che hanno tentato di capire quando e come poter sfruttare i classici ribassi dei prezzi di inizio anno.
Ma mai come stavolta, l’attesa è stata condizionata da una lunga serie di fattori, che hanno modificato la classica abitudine di acquistare dei capi di abbigliamento, informatici o per la casa, nei primi giorni del nuovo anno. Secondo un recente sondaggio Ipsos il giro di affari dei saldi si attesterà nel 2026 intorno ai 6 miliardi di euro. Ma ci sono delle differenze sostanziali rispetto al passato. Innanzitutto legate ai modi e alle tempistiche.
Se fino a qualche anno fa migliaia di clienti attendevano la partenza dei saldi per recarsi nei negozi preferiti, oggi la situazione è completamente cambiata. Molti sconti (anche se non tutti i responsabili degli esercizi commerciali li chiamano così), sono già partiti. In forma privata e con modalità diverse. Secondo le stime della Confesercenti quasi 2 milioni hanno già acquistato in offerta durante i “pre-saldi” iniziati subito dopo Natale. “Ieri ho approfittato della domenica per recarmi al Centro Commerciale”, ci dice Daniela, ” e quasi tutti i negozi avevano iniziato i pre saldi. Per il momento sono destinati ai clienti che sono iscritti alle newsletter dei negozi, o che sono registrati online. Per farla breve, quelli che hanno la tessera di un singolo negozio”.
Come funzionano questi pre saldi? “Io parlo per l’esperienza che ho vissuto: in pratica nel negozio non c’è la scritta Saldi e non ci sono riferimenti diretti, ma su alcuni capi ci sono dei timbri o degli adesivi colorati. Ad esempio: in un negozio di abbigliamento per bambini, sui capi contrassegnati con un puntino nero c’era il 30% di sconti, su quelli che avevano il pallino rosso, la riduzione era del cinquanta per cento“. Un’abitudine che sta diventando ormai consolidata. Tra il giorno di Santo Stefano, e l’avvio ufficiale dei saldi, si è creato ormai questa sorta di periodo cuscinetto, caratterizzato da sconti extra.
Molti parlano di “pre saldi“, altri di “saldi privati” o “exclusive sales”. Ma la sostanza non cambia: si tratta di offerte promozionali studiate per anticipare la data ufficiale di apertura dei saldi. Una dinamica che risulta però in contrasto con molte normative regionali, che vietano promozioni nei trenta o nei quarantacinque giorni precedenti alle vendite di fine stagione. “Ormai sono anni che da Natale in poi iniziano gli sconti – ribadisce Marta – anche se, mi sono accorta che il giorno in cui c’è la partenza ufficiale dei saldi, alcun i prezzi vengono ulteriormente riabbassati. E le offerte si allargano ad una fetta più grande di prodotti, rispetto a quelli che risultano già scontati ora”. Una situazione che modifica il quadro di insieme, ma che non sposta le richieste dei consumatori.
Rispetto a prima ci sono più finestre per sfruttare le offerte: mentre prima ci si doveva accontentare solo dell’inizio del nuovo anno, adesso si può iniziare con il Black Friday prima di Natale, i Pre Saldi subito dopo il 25 dicembre ed i saldi ufficiali. Una situazione che si è venuta a creare per provare a contrastare le vendite online e alcuni negozi orientali che propongono merce a costi molto più bassi.
Ma quando inizieranno ufficialmente i saldi in Italia? Quali saranno le date in cui non ci sarà più bisogno di “nascondersi dietro offerte finte” o nei quali si troveranno dei numeri maggiori di prodotti a prezzi vantaggiosi? Il conto alla rovescia per i saldi entra ufficialmente nel vivo: le vendite di fine stagione invernali prenderanno il via a scadenza differita nelle regioni italiane. Ecco le date, Regione per Regione.
Abruzzo: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
Basilicata: dal 3 gennaio al 1° marzo 2026
Calabria: dal 3 gennaio al 4 marzo 2026
Campania: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
Emilia-Romagna: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
Friuli Venezia Giulia: dal 3 gennaio al 31 marzo 2026
Lazio: dal 3 gennaio al 15 febbraio 2026
Lombardia: dal 3 gennaio al 4 marzo 2026
Piemonte: dal 3 gennaio al 28 febbraio 2026
Sicilia: dal 3 gennaio al 15 marzo 2026
Toscana: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
Veneto: dal 3 gennaio al 28 febbraio 2026
Liguria: dal 5 gennaio al 18 febbraio 2026
Marche: dal 4 gennaio al 1° marzo 2026
Molise: dal 4 gennaio al 4 marzo 2026
Puglia: dal 4 gennaio al 28 febbraio 2026
Sardegna: dal 4 gennaio al 4 marzo 2026
Umbria: dal 4 gennaio al 4 marzo 2026
Valle d’Aosta: dal 2 gennaio al 31 marzo 2026
Provincia autonoma di Trento: dall’8 gennaio al 5 febbraio 2026
Provincia autonoma di Bolzano: dall’8 gennaio al 5 febbraio 2026
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