Cosa mangia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prima di bombardare? Il retroscena sul suo piatto italiano preferito nei momenti di crisi
Incredibile, ma vero: quando Donald Trump mangia un particolare cibo italiano, sta per effettuare un attacco militare. Era già accaduto in passato e la scena si è ripetuta poco prima dell’arresto di Maduro. Il presidente degli Stati Uniti e gli alti funzionari del Pentagono, sono soliti consumare un determinato cibo, poco prima di sferrare l’attacco decisivo. Ripetendo un rituale diventato ormai una sorta di abitudine.

Nelle stanze dove si decidono le sorti del mondo, tra mappe satellitari e telefoni criptati, esiste un dettaglio che nessuno si aspetterebbe. Analizzando i momenti più critici della presidenza Trump, dagli ordini di attacco alle operazioni segrete, è emerso un pattern culinario quasi rituale: sul tavolo del Commander-in-Chief compare puntualmente una specialità simbolo del Made in Italy
La scena si è ripetuta anche nei giorni scorsi, poco prima che le truppe statunitensi entrassero in azione e riuscissero a catturare il presidente Venezuelano. Il Pentagono ha effettuato una prenotazione precisa, facendo arrivare a domicilio un piatto che è stato letteralmente divorato dai responsabili del governo statunitense.
Boom di ordinazioni nella pizzeria vicino al Pentagono: i numeri non mentono

La ricostruzione che diversi organi di informazione statunitense hanno confermato, è piuttosto chiara: quando i team del Pentagono o di altri centri chiave per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti si trovano ad affrontare una situazione di forte pressione, il loro carico di lavoro si intensifica e c’è poco tempo per lasciare i propri posti. Pertanto, il fast food diventa una soluzione rapida e la pizza è spesso la scelta più popolare. Un particolare che si era manifestato anche negli anni scorsi: e con altri presidenti statunitensi. Trump non è stato da meno.
Da Bush a Trump, la storia si ripete: quando aumentano gli ordini di pizza, scattano gli attacchi
Durante la Guerra Fredda, i servizi segreti sovietici monitoravano gli spostamenti dei fattorini delle pizze in alcune zone di Washington, D.C., per valutare il livello di vigilanza americano . L’aneddoto più frequentemente citato risale al 1990, quando diverse pizzerie rilevarono un aumento significativo delle consegne a edifici collegati alla CIA poco prima dell’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq, preludio alla Guerra del Golfo. Nel tempo, episodi simili si sono accumulati. Nel 1998, durante la procedura di impeachment di Bill Clinton , si verificò di nuovo un fenomeno simile.

Poi, nell’era digitale, nell’aprile 2024, un picco di ordini coincise con l’attacco dei droni iraniani contro Israele , alimentando ulteriormente la narrazione di una teoria che, dopo l’attacco al Venezuela , sta nuovamente guadagnando terreno. Molti geopolitici ed esperti ipotizzano che Donald Trump stia pianificando un nuovo attacco alla Groenlandia: per avere la conferma basterà semplicemente controllare se le consegne delle pizzerie limitrofe aumenteranno?





