Assegno di mantenimento: bisogna restituirlo, ecco i chiarimenti

Ci sono dei casi in cui è necessario restituire l’assegno di mantenimento? È bene capire cosa dice la legge per non avere problemi.

I rapporti che regolano due persone che hanno avuto un legame sentimentale possono arrivare a un punto di non ritorno, al punto tale da ritenere sia meglio per entrambi prendere strade diverse. Riuscire ad arrivare a un accordo, soprattutto sul piano economico può però non essere semplice, specie perché in alcuni casi si arriva a pretendere più di quanto dovuto per puro spirito di rivalsa.

assegno di mantenimento va restituito?
Arrivare a un accordo per la separazione non è semplice – Foto | Cityrumors.it

In casi simili è poi il giudice a dirimere la questione e a stabilire a quanto possa ammontare l’assegno di mantenimento, che spetta al coniuge ritenuto più debole. Questo può poi cambiare nel corso del tempo se dovessero modificarsi le condizioni di uno dei due, o per effetto di una rivalutazione da parte dell’Istat.

L’assegno di mantenimento a volte va restituito?

Il calcolo dell’importo dell’assegno di mantenimento viene fatto sulla base delle condizioni economiche da entrambi, sulla base del guadagno di chi percepisce di più viene così stabilito dal giudice quanto dare all’ex ogni mese. Non mancano però i casi in cui si arriva a effettuare una rivalutazione, magari se uno dei due arriva a perdere il lavoro, ed è in quell’occasione che ci si può rendere conto che quanto versato sia stato eccessivo.

Cosa fare? È necessario restituire quanto avuto in eccesso o la variazione riguarderà solo il futuro? Saperlo può essere provvidenziale, soprattutto se si ha un rapporto fatto di discussioni continue anche in merito ai soldi.

A chiarire questo genere di situazioni ci pensa l’art. 2033 cod. civ., dove si sottolinea come possa esserci la possibilità di chiedere la restituzione da parte di chi si rende conto di avere effettuato un pagamento non dovuto. Questo può riguardare sia l’importo in eccesso, sia i frutti e gli interessi accumulati dal giorno del pagamento.

La situazione può variare se il giudice dovesse decidere di modificare l’importo dell’assegno di mantenimento o divorzile precedentemente fissato: il coniuge ricevente non è tenuto a restituire l’ammontare eccedente percepito, principio che va a riguardare anche l’assegno di mantenimento destinato ai figli della coppia.

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A stabilire l’assegno di mantenimento è un giudice – Foto | Cityrumors.it

A volte può essere il marito a richiedere che possa esserci un ritocco all’importo da dare alla ex, magari perché ha trovato lavoro e prima era disoccupata o perché ha ricevuto una promozione che ha comportato un aumento di stipendio. Questo porterà a una mutazione della decisione presa in fase di separazione, ma non avrà mai effetto retroattivo.

La sentenza parla chiaro

A livello generale le somme a cui non si aveva diritto non andranno restituite, come messo in evidenza dalla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 32914/2022. L’operazione può essere richiesta solo viene accertata, fin dall’inizio e non a causa di eventi successivi, l’assenza della condizione necessaria per il diritto al mantenimento. Si tratta di una situazione che può verificarsi solo in presenza di due condizioni:

  • la separazione viene addebitata al coniuge che ha diritto al mantenimento, per questo non può percepire alcun assegno;
  • si accerta che il beneficiario non avrebbe avuto alcuna necessità di ricevere l’assegno, tenendo presenti i redditi di entrambi gli ex coniugi.
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