In alcuni casi è possibile trovare il conto corrente bloccato senza sapere come agire, per questo va fatta grande attenzione.
Ci sono casistiche che, seppur limitate, sono possibili. Il rischio è ritrovarsi improvvisamente in una condizione da cui non si può uscire. Per questo il consiglio degli esperti è sempre quello di non avere mai un solo conto corrente e, soprattutto, non accantonare tutti i risparmi in un punto unico.
In caso di problemi, furto, blocco del conto, disguidi con la carta si ha, così, modo di prelevare altrove o di usare un altro fondo, intanto che la questione venga sistemata. Nonostante gli interventi del caso, infatti ,è doveroso considerare che ci possono essere ritardi e tempi tecnici su cui non si può intervenire.
In caso di decesso di una persona cara o anche di un parente con cui si ha un conto cointestato o magari di un genitore dal cui conto si attinge abitualmente, è giusto comprendere che una volta comunicati gli estremi dell’atto, quello che accade è che viene bloccato immediatamente tutto.
Ciò significa che, da quel momento in poi, i soggetti non possono più prelevare denaro. In questo caso non si potrà subentrare fino a quando non vi sarà prova effettiva della successione, ovvero di essere gli eredi di quella persona e quindi di poter liberamente usufruire del suo denaro. È essenziale procurarsi sia la Dichiarazione di Successione e sia il Certificato mortuario del comune (non quello del medico).
Per determinare lo sblocco è importante presentare i documenti e attenderne la convalida. Alcuni istituti possono richiedere anche l’Atto di notorietà del Tribunale o del Notaio con dati anagrafici. In tal caso l’istituto sblocca i soldi che diventano nuovamente accessibili. Se, invece, l’eredità è stata ripartita diversamente sbloccherà solo la somma di cui si può effettivamente fruire.
Laddove la situazione fosse più articolata, esiste l’eventualità che il conto resti bloccato fino alla suddivisione dei beni. Questo non accade quando tendenzialmente moglie/marito e figli presentano i documenti relativi allo sblocco e laddove si tratti di cifre entro i 100 mila euro. Se invece il conto corrente era già cointestato, allora è possibile continuare ad usufruire solo della cifra personale, quindi del 50% di quanto presente.
Coloro che utilizzano i soldi presenti sul conto, dopo il decesso della persona e prima della dichiarazione, dovranno restituirli. Questi sono fruibili solo per le spese mortuarie, relative ad esempio al rito funebre, previa ovviamente documentazione da presentare e comunque in relazione a una persona vicina al defunto.
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