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Economia

Esenzione IMU non solo sulla prima casa, ci sono casi in cui non è dovuta, ma sono in pochi a saperlo e perdono i soldi

L’esenzione IMU non c’è solo sulla prima casa ma anche in altre circostanze che spesso sono poco note. Ecco quando non si deve pagare.

L’IMU è l’imposta municipale propria, un tributo dovuto per il possesso di fabbricati. È risaputo che non si debba pagare sulla prima casa ma ci sono altri casi in cui non è dovuta.

L’esenzione IMU non vale solo sull’abitazione principale ma anche in altri casi – cityrumors.it

Avvicinandosi la data di scadenza (il 18 dicembre 2023) entro cui si deve pagare, ecco tutti i casi in cui c’è l’esenzione dal pagamento dell’IMU. Tenersi informati è importante per salvaguardare la propria economica domestica.

L’esenzione dal pagamento dell’IMU sulle abitazioni principali

L’IMU non è dovuta sull’abitazione principale o assimilata, vale a dire in quella in cui il proprietario ha residenza anagrafica e dimora abituale. L’esenzione vale se l’abitazione appartiene a queste specifiche categorie catastali:

  • A/2 (abitazione civile)
  • A/3 (abitazione economica)
  • A/4 (abitazione popolare)
  • A/5 (abitazione ultra popolare)
  • A/6 (abitazione rurale)
  • A/7 (villini)
  • A/8 (alloggi tipici dei luoghi)

    IMU, esenzione sulle abitazioni principali: i casi – cityrumors.it

L’esenzione IMU vale anche sulle pertinenze dell’abitazione principale; in particolare alle seguenti categorie catastali:

  • C/2 (magazzini e depositi)
  • C/6 (stalle, scuderie, autorimesse e rimesse)
  • C/7 (tettoie chiuse o aperte)

L’esenzione IMU spetta solo per una singola pertinenza. Quindi se si possiedono due pertinenze, su una ci sarà l’esenzione ma sull’altra si dovrà pagare l’IMU. Quanto agli immobili classificati come “di lusso”, l’IMU si dovrà pagare, anche se si tratta di abitazione principale. In particolare si fa riferimento a queste categorie catastali di lusso:

  • A/1 (abitazioni signorili)
  • A/8 (ville)
  • A/9 (castelli, palazzi di pregi artistici e storici)

Altri casi di esenzione dal pagamento del tributo

Oltre che sulle abitazioni principali, vige l’esenzione dal pagamento dell’IMU anche in altre circostanze. Ecco quali sono le casistiche di cui pochi sanno.

Tutti i casi di esenzione dal pagamento del tributo – cityrumors.it

In particolare spetta:

  • quando i coniugi abbiano residenza diversa in due immobili che si trovano nello stesso Comune. Questa doppia esenzione vale sia per le coppie di fatto sia per chi ha costituito unione civile e matrimonio;
  • agli anziani che si trovano in una casa di riposo in modo permanente o in lunga degenza. In questo caso l’anziano deve essere proprietario dell’immobile e lo stesso non deve essere stato dato in locazione a terzi. L’esenzione IMU, in questo caso, è una possibilità che può essere data o meno dai Comuni, quindi bisogna informarsi nel proprio comune di residenza per sapere se spetta o meno;
  • ai proprietari disabili di immobili che sono ricoverati in reparti di lunga degenza, oppure in modo permanente presso un centro di cura. Questi soggetti devono dimostrare che la loro residenza non si trova nell’immobile per il quale viene richiesta l’esenzione IMU; lo stesso non deve essere stato dato in locazione a terzi;
  • a coloro che vivono in territori interessati da eventi sistemici, fino alla ricostruzione o dichiarazione di agibilità dei fabbricati. Non devono pagarla coloro che abitano nei comuni di Lombardia e Veneto interessati dagli eventi sismici dei giorni 20 e 29 maggio 2012, nei comuni dell’Emilia Romagna interessati dalla proroga dello stato d’emergenza, fino alla definitiva ricostruzione e agibilità degli immobili. Non si deve pagare anche nel caso di fabbricati distrutti o oggetto di ordinanze di sgombero situati in zone del Centro Italia colpite dagli eventi del 24 agosto 2016.

Spetta un’esenzione parziale dal pagamento del tributo ai pensionati residenti all’estero. Questi dovranno pagare metà dell’importo dovuto sull’unica unità immobiliare posseduta in Italia, che non sia locata o data in comodato d’uso. Tuttavia devono essere non residenti e titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale.

Infine, la finanziaria 2022 ha stabilito, in via sperimentale, un bonus per gli anni 2022 e 2023 a coloro che decidono o hanno deciso di trasferire la propria attività, già esistente o nuova, in comuni delle aree interne, con meno di 500 abitanti e a rischio di spopolamento.

Flavia Scirpoli

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