È la verità, ci sono più soldi per i pensionati. Basta compiere la scelta giusta e il proprio conto corrente si riempirà inaspettatamente.
Gli increduli dovranno ricredersi, alcuni pensionati potranno ottenere somme maggiori rispetto a quelle preventivate. Da cosa dipenderà questo vantaggio e come approfittarne subito?
I lavoratori sanno che l’assegno pensionistico non avrà un importo pari allo stipendio. Il divario tra pensione e retribuzione aumenterà sempre più impedendo a tanti quarantenni di oggi di poter vivere dignitosamente dopo il pensionamento. Colpa degli stipendi bassi, della precarietà del lavoro, del sistema di calcolo contributivo. Le previsioni, dunque, sono di grandi difficoltà economiche dai 67 anni in poi (età della pensione di vecchiaia). Bisognerà vivere con meno soldi e dimenticarsi la pensione come un periodo in cui rispolverare passioni, viaggiare e dedicarsi alla famiglia.
Tante persone dovranno continuare a lavorare per poter pagare affitto e bollette. Un quadro che scoraggia e deprime ma i lavoratori hanno una possibilità. Investire nei fondi pensione per creare una rendita parallela all’assegno pensionistico INPS. La relazione COVIP rivela come i rendimenti medi del 2023 abbiano raggiunto cifre molto interessanti che possono garantire ai futuri pensionati più soldi su cui contare.
Lo scorso anno il numero degli iscritti ad un Fondo pensione è salito a 10 milioni registrando un + 3,7 rispetto al 2022. La COVIP – Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione – mostra un quadro positivo, dunque, sullo stato di salute dei fondi pensione e sulle prospettive di crescita, merito delle dinamiche positive dei mercati finanziari.
Le migliori performance si sono registrate nei comporta azionali con rendimento medi del 10,2% nei fondi negoziali, dell’11,3% nei fondi aperti e dell’11,5% nei Pip. Trend positivo anche per i comparti obbligazionari con obbligazionari misti che hanno ottenuto il 7,2% nei fondi negoziali e il 4,4% nei fondi aperti. Guardando il lungo periodo – 2013/2023 – i rendimenti medi annui delle linee a maggiore contenuto azionario si sono collocati tra i 4,2% e il 4,5% per ogni tipologia di forma pensionistica.
Il rendimento medio è stato superiore alle linee obbligazionarie e al tasso di rivalutazione del Trattamento di Fine Rapporto che nel decennio ha registrato una media del 2,4%. Proprio con riferimento al TFR la COVIP segnala come stia crescendo il numero dei lavoratori che destinano la liquidazione ad un fondo pensione per ottenere più soldi al momento del pensionamento rimarcando il ruolo centrale della previdenza complementare nel creare un futuro più solido per i lavoratori.
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