Luigi Sbarra, segretario della Cisl, dice la sua sulla possibile manifestazione nazionale contro la manovra. Le parole non lasciano dubbi.
La manovra non convince i sindacati e ci potrebbe essere una manifestazione nazionale nelle prossime settimane. A confermare questa possibilità è Luigi Sbarra, segretario della Cisl, in un’intervista a La Repubblica.
“Verificheremo la disponibilità di Cisl e Uil – annuncia Sbarra – lo sciopero generale caricherebbe le tasche dei lavoratori di altri sacrifici e noi non siamo d’accordo. Senza tralasciare il fatto che una decisione simile incendierebbe i rapporti con gli industriali. Mentre una manifestazione nazionale di sabato è assolutamente fattibile. L’obiettivo non deve essere solamente quello di migliorare la manovra, ma dare vita ad un patto sociale“.
Manifestazione che è strettamente legata ad alcune misure che non convincono i sindacati. “Stiamo parlando di una manovra con molte luci e ombre – spiega Sbarra –di certo i provvedimenti in sostegno dei lavoratori sono un’ottima notizia e premiamo il nostro lavoro. Ma allo stesso tempo non stiamo parlando una legge di Bilancio come l’abbiamo immaginata noi. Non c’è una capacità espansiva“.
E naturalmente da parte del segretario della Cisl non mancano le critiche per quanto riguarda il tema pensioni: “E’ la parte della manovra che va cambiata. Per esempio, penso alle penalizzazioni su Quota 103 oppure alle restrizioni su Ape sociale e Opzione donna. C’è assolutamente bisogno di fare un passo indietro per quanto riguarda le rendite pensionistiche dei contratti pubblici. Ci attendiamo, inoltre, misure di flessibilità che ci conducano a superare nel migliore dei modi la legge Fornero“.
Ma, come detto, non si tratta di una manovra completamente negativa. “Ci sono alcuni passi avanti per esempio sui settori pubblici e sul sistema salute anche se non possiamo fermarci qui. Di certo siamo soddisfatti anche dei 2 miliardi che abbiamo conquistato per gli anticipi ai lavoratori pubblici entro dicembre. Bisogna dire che su famiglia e natalità ci sono state misure che noi consideriamo positive“, sottolinea Sbarra che conclude: “Ora bisogna potenziare gli strumenti per contrastare la povertà e sostenere la disabilità“.
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