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Parli con la “vocina” infantile ai tuoi gatti? La scienza dice che fai bene

Se parlate ai vostri gatti con la classica vocina infantile fate bene, a dimostrarlo è un’interessante ricerca scientifica

Quando ci troviamo davanti a un animale ci trasformiamo completamente. Anche le persone apparentemente più fredde, dure e rigide, si sciolgono come neve al sole. La dolcezza dei nostri ‘amici pelosi’ tira fuori parti di noi che talvolta teniamo celate o che non sapevamo neanche di avere.

Parli con la “vocina” infantile ai tuoi gatti? La scienza dice che fai bene – Cityrumors.it

Per attirare la loro attenzione ci lasciamo andare a gesti o azioni che potrebbero essere liberamente definite infantili. E non c’è niente di strano in tutto ciò. Questo atteggiamento simula quello che di solito abbiamo quando cerchiamo di comunicare con un bambino piccolo.

Tendiamo a dare più valore al dolce di noi, forse per farci sentire anche più vicini a quello che potremmo definire ‘il nostro interlocutore’ in quel momento. Si verificano quindi delle scenette molto divertenti, ma che sono nella norma e di cui ognuno di noi è stato protagonista almeno una volta, soprattutto se in casa abbiamo un animale che sia cane o gatto indifferentemente.

Alcuni studi, però, sono andati oltre l’aspetto prettamente sociologico e interlocutorio. Degli esperti, infatti, hanno portato avanti una ricerca molto curiosa che analizza l’impatto che può avere sui gatti quella vocina infantile che usiamo di solito per comunicare con loro. Il risultato è stato a dir poco interessante e inaspettato.

La ricerca

La ricerca è stata condotta dall’Università Paris Nanterre e capeggiata dalla ricercatrice Charlotte de Mouzon. Questa ha preso un campione di sedici gatti di età compresa tra gli otto mesi e i due anni. Dopo averli messi in un ambiente a loro familiare, gli ha fatto ascoltare le registrazioni audio dei proprietari dei gatti e di sedici persone sconosciute.

La ricerca – Cityrumors.it

Queste registrazioni erano divise tra toni di conversazione normali e la voce acuta e infantile a cui facevamo riferimento sopra. Questo studio ha dato un esito molto interessante. Si è scoperto, infatti, che i gatti non reagivano alle voci degli stranieri, neanche quando usavano le vocine, ma lo facevano a quelle dei padroni.

Non solo. Questi dopo una prima e immediata reazione alle registrazioni che contenevano il tono normale della voce dei padroni, si distraevano subito. Quando invece hanno sentito la vocina infantile dei proprietari la risposta è aumentata in modo significativo, con movimenti della testa e delle orecchie in risposta.

De Mouzon ha commentato la ricerca spiegandone il risultato: “Questa ricerca evidenzia che i gatti riconoscono e rispondono ai loro proprietari quando vengono interpellati in modo specifico. Questa è la prova che i gatti sono creature sensibili e comunicative“.

Marco Ercole

Giornalista, scrittore, amante della lettura. Mi piace scrivere di ogni cosa, diversificare gli interessi, ma tendenzialmente mi occupo di sport da 20 anni, collaborando anche con Repubblica, FOXSports, Corriere dello Sport, Tuttosport, Il Millimetro e molto altro ancora.

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