Giovanni Toti, governatore dimissionario ligure, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ si sfoga e attacca duramente il centrosinistra.
Il primo incubo per Giovanni Toti è finito. Da ieri, giovedì 1 agosto, il governatore dimissionario della Liguria è tornato in libertà dopo 86 giorni di domiciliari. La misura cautelare è stata revocata dal Gip su richiesta della difesa dell’ex esponente di Forza Italia (c’era il sì anche della Procura). Una decisione nell’aria ormai da tempo visto che il passo indietro aveva aperto a questa possibilità.
Una revoca che consente ora a Toti di potersi difendere in modo diverso oltre che sfogarsi. E la prima intervista la rilascia ai microfoni del Corriere della Sera dove ammette di aver sentito un profondo senso di ingiustizia e impotenza in questi mesi. Per lui il sistema politico si è fatto mettere sotto da quello giudiziario. Ma da parte sua non c’è nessuna intenzione di mollare e continuerà la sua battaglia per dimostrare l’estraneità alla vicenda. “Ho un sacco di cose da dire, che non ho avuto modo di raccontarle“, il pensiero di Toti espresso al quotidiano italiano.
Toti in questa intervista ha raccontato per la prima volta la vicenda spiegando che da presidente ha avuto davanti due imprenditori. Uno è quello che ha finanziato la sua campagna elettorale, l’altro non ha mai dato un soldo. “Entrambi mi hanno chiesto di intervenire per accelerare alcune pratiche pendenti – ha spiegato ancora il governatore uscenti – se lo faccio per il mio finanziatore divento corrotto, se succede la stessa cosa per l’altro, faccio un atto di indirizzo politico. Possiamo dire che qualcosa non torna“.
E sulle dimissioni Toti ha precisato che si è trattato di un atto obbligato per non continuare un braccio di ferro con la Procura che avrebbe portato problemi solamente alla Regione. Per l’ormai ex presidente questa inchiesta ha dei forti connotati politici e per questo motivo è giusto che i cittadini vadano al voto per esprimere il proprio parere.
Per Toti l’intervista è stata l’occasione anche per attaccare duramente il centrosinistra. La coalizione guidata dalla Schlein è scesa in piazza per chiedere un passo indietro del presidente. “Sembrava uno di quei film dove la folla chiede il linciaggio del prigioniero – il suo pensiero – diciamo che è un qualcosa che democraticamente, ma anche dal punto di vista cultura e giuridico non va bene“.
Il governatore dimissionario ha anche confermato di non avere intenzione di candidarsi alle prossime elezioni, ma una lista civica ci sarà e non è da escludere anche la presenza del suo nome.
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