Lo sport mondiale piange la morte di Rebecca Cheptegei, la maratoneta ugandese bruciata dal fidanzato. Solo un mese fa era a Parigi
Un lutto improvviso e che lascia il mondo dello sport senza parole. Non ce l’ha fatta Rebecca Cheptegei, la maratoneta ugandese che da domenica era in ospedale dopo che il fidanzato le aveva dato fuoco. Le condizioni, a causa delle ustioni, erano state subito considerate molto gravi e nelle scorse ore la notizia della scomparsa.
A comunicare la morte è stato il presidente del Comitato olimpico ugandese. “Abbiamo appresto del triste decesso della nostra atleta olimpica Rebecca Cheptegei a seguito di un violento attacco da parte del suo fidanzato. Che la sua anima riposi in pace e condanniamo fermamente la violenta sulle donne“, si legge su X.
Rebecca Cheptegei era una delle atlete olimpioniche dell’Uganda. Solo un mese fa si trovava a Parigi per partecipare alla maratona dei Giochi dove ha chiuso al 44esimo posto. A distanza di 30 giorni la tragica notizia che ha sconvolto l’intero mondo sportivo e non il suo Paese.
Stando a quanto riferito da Il Messaggero, l’atleta si trovava a casa quando il compagno ha prima versato benzina su Rebecca e poi appiccato il fuoco. La chiamata ai sanitari è stata immediata, ma le condizioni sono state da subito considerate molto gravi. I medici hanno fatto di tutto per salvarla, ma poco fa la notizia della morte. In ospedale anche il fidanzato, rimasto ustionato, ma non in pericolo di vita. Non si hanno, invece, notizie sui bambini, che si trovavano in casa al momento della tragedia.
Quanto successo a Cheptegei in Kenya viene definito la maledizione di Eldoret, ovvero la città dove si allenano tutti i fondisti del mondo e anche l’atleta ugandese. Prima di lei, infatti, hanno perso la vita altri atleti. Tragedie e lutti che stanno segnando ormai da tempo lo sport africano.
A partire da Kelvin Kiptum e Hakizimana, che a febbraio hanno perso la vita in un incidente stradale. Ma la lunga lista degli atleti morti che si allevano a Eldoret comprende anche Kiplagat, Matua, Tirop, Kipokir. Una vera e propria maledizione alla quale fino ad oggi non è stato possibile mettere fine.
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