Una lezione di sport che andrebbe tramandata ai dirigenti, tecnici e calciatori della Serie A. Un gesto potente che nobilita un mondo del calcio sempre meno credibile
Una bella storia di sport. Una lezione che arriva dai più piccoli e che dovrebbe far riflettere anche i grandi. Se in serie A vediamo delle scene assurde, con calciatori pronti a sfruttare ogni minimo errore o situazioni favorevoli per avere un vantaggio, nel mondo del calcio giovanile si riescono ancora ad ammirare scene diverse. Attraverso le quali riconciliarsi con il mondo del calcio.

Il calcio internazionale è ormai diventato tutto meno che uno sport: tra soldi (tanti), interessi, scommesse e altri aspetti economici, si è arrivati a toccare una deriva difficile da superare. Il risultato e il guadagno, nella testa di tecnici e dirigenti, viene prima di ogni altro aspetto e diventa prioritario: tanto da giustificare ogni tipo di scelta.
Gli esempi in Serie A e la lezione che arriva dagli Under 15
Difficile dimenticare quanto accaduto in un Lazio-Milan di due anni fa, quando il rossonero Pulisic approfittò della volontà del laziale Pellegrini di mettere il pallone fuori dal campo (per far soccorrere un giocatore a terre) per agguantare la sfera e involarsi verso la porta avversaria (venne poi fermato dallo stesso Pellegrini che venne espulso); o quanto accaduto poche settimane fa a Cagliari, con il romanista Hermoso che approfittò di un pallone vacante, che un cagliaritano stava mettendo sul fondo per far entrare i medici, per involarsi verso la porta avversaria. Senza dimenticare la scena patetica di Pavlovic, che scava una buca sul dischetto del rigore per impedire ad un giocatore del Genoa di poter calciare un penalty.

Scene che ci hanno fatto innervosire, discutere e che hanno portato ad una triste verità: nel calcio i valori sportivi passano in secondo piano rispetto alla necessità di fare risultato. Che (per molti addetti ai lavori) resta prioritario e che si deve raggiungere con ogni mezzo. Anche poco edificante. Fortunatamente, tra i più giovani c’è ancora chi la pensa in modo diverso. La più bella lezione arriva da un campo di calcio a Roma. Nel campionato Under 15 è avvenuta una scena bellissima. Da esaltare e da promuovere. Nel corso della sfida giocata al Flaminio Real tra il Vis Aurelia e il Circolo Canottieri Roma. Una gara valida per il campionato Giovanissimi del Lazio.
La lezione di sport che arriva dal Vis Aurelia
L’episodio è avvenuto al ventesimo del secondo tempo: l’arbitro, commettendo un evidente errore, ha giudicato falloso un retropassaggio di un giocatore del Circolo Canottieri Roma, che aveva servito il suo portiere con il petto. L’estremo difensore aveva bloccato il pallone con le mani. Il direttore di gara, interpretando erroneamente il regolamento, ha fischiato una punizione indiretta in area. I padroni di casa protestano e nella confusione, gli ospiti ne approfittano, calciando velocemente la punizione e andando in gol.
Una rete che porta il tecnico della Vis Aurelia Federico Ciriachi ad intervenire e ad imporre ai suoi una scelta definitiva: “Il nostro gol era irregolare, facciamoli segnare”, dice ai suoi, che immediatamente eseguono: senza proteste. Un gesto molto potente e significativo: che riporta ai veri valori dello sport. Tra un vantaggio raggiunto in modo poco onorevole e la lealtà sportiva, i ragazzi della Vis Aurelia scelgono quest’ultima. Regalando una lezione eccezionale a tutto il mondo del calcio. Un gesto che, parlandone in termini sportivi, è anche costato caro, visto che il Circolo Canottieri Roma si è imposto 3-2, ed ha portato il Vis Aurelia a cinque punti dalla vetta della classifica. Ma che ha portato i ragazzi ad imparare qualcosa che va ben oltre il risultato sportivo. Una lezione di vita che porteranno sempre con sé.





