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Cronaca

Bomba nelle cliniche della fertilità, donatore di sperma portatore di gene killer: almeno 197 bambini nati in Europa

Una notizia shock: un donatore di sperma ha scoperto di essere un portatore sano di un gene killer. Quasi duecento bambini sono a forte rischio 

Un fulmine a ciel sereno. Una notizia devastante che colpisce quasi duecento famiglie europee, che erano ricorse alla fecondazione artificiale. Un uomo ha saputo di essere portatore di una mutazione genetica, che aumenta in modo drastico la possibilità di contrarre il cancro. I test ai quali si è sottoposto, hanno confermato la particolarità della sua condizione di salute.

Bomba nelle cliniche della fertilità, donatore di sperma portatore di gene killer: almeno 197 bambini nati in Europa – cityrumors.it

Purtroppo, alla gravità della sua situazione, si aggiunge un ulteriore dettaglio: negli anni scorsi, era stato un donatore di sperma molto attivo. Secondo i calcoli effettuati, avrebbe generato almeno 197 bambini in tutta Europa. Alcuni di questi sono morti, colpiti dallo stesso tipo di cancro. Altri rischiano seriamente di dover combattere con l’insorgere della malattia.

La mutazione che ha colpito il donatore e che è stata trasmessa ai bambini

Un dramma che coinvolge centinaia di famiglie. Mamme che, dopo anni di test, di prove, di spese mediche, erano riuscite a concepire un figlio, grazie al seme dell’uomo. E che ora ripiombano in un dramma senza fine. La European Sperm Bank danese, che ha venduto lo sperma, ha espresso la sua “profonda compassione” alle famiglie colpite e ha ammesso che lo sperma è stato utilizzato per generare numerosi bambini in alcuni paesi.

La mutazione che ha colpito il donatore e che è stata trasmessa ai bambini  – cityrumors.it

Lo sperma proveniva da un uomo, che ha iniziato a donarlo nel 2005, quando era ancora uno studente. Secondo il resoconto medico Il suo sperma è stato poi utilizzato dalle donne per circa 17 anni. L’uomo era considerato a tutti gli effetti sano e aveva superato tutti i controlli di screening per i donatori. Tuttavia, il DNA in alcune delle sue cellule ha subito una mutazione prima della sua nascita. Questa mutazione ha danneggiato il gene TP53, che ha il ruolo cruciale di prevenire che le cellule del corpo diventino cancerose.

Anche le famiglie italiane sono state coinvolte? La verità

Questa condizione è nota come Sindrome di Li-Fraumeni e comporta una probabilità fino al 90% di sviluppare il cancro, in particolare durante l’infanzia e il cancro al seno in età più avanzata. “È una diagnosi terribile,” ha detto alla BBC la Prof.ssa Clare Turnbull, genetista oncologica presso l’Istituto di Ricerca sul Cancro di Londra. “È una diagnosi molto difficile da comunicare a una famiglia, comporta l’onere di una vita intera di convivenza con quel rischio”. Sono necessarie risonanze magnetiche del corpo e del cervello ogni anno, oltre a ecografie addominali, per cercare di individuare i tumori. Le donne spesso scelgono di sottoporsi alla rimozione del seno per abbassare il rischio di cancro.

Anche le famiglie italiane sono state coinvolte? La verità – cityrumors.it (screenshoot Youtube BBC)

La European Sperm Bank ha dichiarato che “il donatore stesso e i suoi familiari non sono malati” e che una mutazione del genere “non viene rilevata preventivamente dallo screening genetico”. Hanno aggiunto di aver “immediatamente bloccato” il donatore non appena è stato scoperto il problema con il suo sperma. Il problema è sporto quando una cinquantina di bambini hanno manifestato lo stesso tipo di cancro. I controlli hanno portato a scoprire la verità: tutti erano nati dopo una fecondazione assistita e tutti erano stati concepiti attraverso il seme di un’unica persona.  Ad essere colpiti sono stati diversi bambini in tutta Europa: dalla Francia all’Inghilterra, fino alla Spagna, alla Grecia e alla Germania: non ci sarebbero riscontri in Italia. Lo sperma del donatore è stato utilizzato da 67 cliniche per la fertilità in 14 paesi.

Paolo Colantoni

Amo scrivere, raccontare e leggere. Adoro i film, le serie poliziesche e la musica. Ho cantato con Michael Jackson (ho le prove) e collaborato con testate nazionali (Libero, Corriere dello Sport, Tuttosport e Radio 101), regionali (Rsa, Radio Incontro Olympia, Teleroma 56), siti e riviste. Enzo Biagi diceva che il giornalista è un “testimone dei fatti”. Noi proviamo ad esserlo della realtà di oggi.

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