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Cronaca

Cantante arrestata dalla Polizia: aveva osato sfidare il regime

Un concerto, andato in onda sulla piattaforma di Youtube, ha scatenato la reazione del governo locale che ha deciso di procedere con il fermo della cantante e della band al seguito

Un concerto incredibile, che ha raggiunto oltre un milione e 400mila visualizzazioni in due giorni, ha riscosso un successo insperato e forse per questo non è davvero piaciuto al governo. La cantante iraniana Parastoo Ahmadi, 27 anni, e quattro musicisti che si sono esibiti sul palco con lei, sono stati arrestati dalla Polizia iraniana perchè lei ha osato esibirsi a spalle scoperte senza il tradizionale hijab che la copriva dalla testa ai piedi. Indumento che per legge le donne devono portare in Iran in pubblico, ma che la cantante non ha indossato mentre si esibiva nello spettacolo andato sulla nota piattaforma streaming.

Cantante arrestata dalla Polizia: aveva osato sfidare il regime – Cityrumors.it

Il velo islamico, noto in Occidente col termine hijab, è un indumento che ricopre, a partire spesso dall’età di 10-13 anni, alcune parti del corpo delle donne di religione musulmana, soprattutto la testa e i capelli, le spalle e il viso, assumendo profondi significati sociali e religiosi. In alcuni paesi come Iran, Arabia Saudita, Yemen, Afghanistan e Pakistan, il velo è imposto per legge dai governi, ecco perchè soprattutto negli ultimi anni lo Hijab è stato utilizzato e continua a essere usato anche come strumento politico.

Una protesta forte contro il regime

C’è chi nel mondo musulmano lo approva, considerandolo una manifestazione dell’identità religiosa, culturale e politica, ma c’è anche chi lo critica apertamente definendolo un’espressione di vera oppressione nei confronti della donna. In Iran, dopo la morte per mano della polizia morale nel 2022 di Mahsa Amini, che aveva osato sfilare per le vie della capitale Teheran senza velo, generando un movimento di protesta appoggiato non soltanto dalle donne che chiedono diritti uguaglianza, ma anche da moltissimi cittadini che si sentono schiacciati da un regime autoritario e patriarcale, il governo ha deciso di imporre una legge ancora più restrittiva sull’utilizzo del velo.

Una protesta forte contro il regime -Cityrumors.it

Ecco perchè la repressione continua e ieri ne abbiamo avuto un’ulteriore dimostrazione con l’arresto della popolare cantante Parastoo Ahmady, che si era esibita in un concerto su YouTube lo scorso 11 dicembre senza il tradizionale velo insieme a quattro musicisti. Un concerto che aveva raggiunto quasi 1,5 milioni di visualizzazioni e che ha testimoniato non soltanto la popolarità della cantante, ma soprattutto la valenza politica e religiosa della sua esibizione.

Lunghi capelli neri che scendevano sulle spalle nude

Un lungo abito nero senza maniche e senza colletto, i lisci capelli neri che scendevano e si appoggiavano sulle spalle incorniciandole il bellissimo volto. Questa la sfida al governo del suo paese che la 27enne cantante ha deciso di portare avanti con un’esibizione che in breve tempo ha fatto il giro del web. “Sono Parastoo, una ragazza che vuole cantare per le persone che ama. Questo è un diritto che non potevo ignorare: cantare per la terra che amo appassionatamente”, diceva nel filmato la cantante che, con il mancato utilizzo della Hijab, ha osato sfidare la legge islamica imposta dal governo.

E la reazione purtroppo non si è fatta attendere. Infatti poco dopo la magistratura iraniana aveva già avviato accertamenti sull’esibizione di Ahmady e nelle scorse ore sarebbe stata arrestata come riportato dal suo avvocato. “Da quasi mezzogiorno di oggi non avevamo informazioni sulla mia cliente, la signora Parastoo Ahmadi, e purtroppo abbiamo saputo che è stata arrestata nella provincia di Mazandaran”, ha riferito ieri in una nota. Notizia però, come sempre accade in queste occasioni, subito smentita dalle autorità locali. “Ascolta la mia voce in questo concerto immaginario e immagina questo bellissimo paese…”, aveva detto Parastoo al termine del concerto, un coraggioso atto di sfida che in questo momento sta costando carissimo alla donna, come a tante altre donne iraniane che hanno osato in questi anni sfidare la legge del loro paese.

Mauro Simoncelli

Romano di nascita, giornalista, scrittore, appassionato di sport e non solo. Mi piace informarmi e informare su tutto ciò che accade intorno a noi. Da sempre collaboro con giornali e tv e mi arricchisco attraverso il contatto quotidiano della radio. Oggi scelgo l’informazione quotidiana a tutto campo con passione e determinazione.

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