Un blitz su ordine della Procura per sequestrare un centro massaggi. I carabinieri hanno arrestato anche due persone. Il punto sulle indagini.
Sembrava un semplice centro massaggi, ma all’interno si svolgevano delle attività illegali. Così nelle scorse ore la Procura ha emesso un mandato di sequestro nei confronti della struttura di Barletta e di arresto contro il titolare dell’attività e la segretaria. Le accuse nei loro confronto sono quelle di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Come riportato da TgCom24, la Procura ha anche disposto un sequestro di 500mila euro nei confronti del titolare del centro massaggi. Una cifra corrispondente al profitto del reato. Per la segretaria, invece, si è deciso di emettere un mandato di custodia cautelare ai domiciliari. La donna aveva dei compiti fiduciari, gestione del denaro e organizzava anche l’agenda degli appuntamenti.
Ma cosa succedeva nel centro massaggi? Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, all’interno dell’attività avveniva del sesso a pagamento nel centro massaggi. Le tariffe andavano da 100 a 300 euro mentre era gratis per chi faceva una raccolta punti. Coinvolte molte ragazze straniere e italiane.
Secondo quanto scoperto dai carabinieri, le ragazze lavoravano in nero e fornivano prestazioni in favore dei clienti in cambio di pagamenti di denaro. Trattamenti che riguardavano anche massaggi erotici oltre che naturalmente sesso a pagamento oppure gratuito per chi aveva deciso di farsi la tessera per la raccolta punti.
Nelle scorse ore l’intervento dei carabinieri per mettere fine a questa attività. La Procura di Trani è venuta alla scoperta di quanto succedeva nel centro massaggi dopo una attività di polizia economico-finanziaria. Da qui è partita un’indagine che ha portato alla luce il business illecito che avveniva all’interno della struttura.
I carabinieri hanno arrestato il titolare e la segretaria con le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Sequestrati anche una somma di 16mila euro in contanti oltre che i conti correnti e due autovetture collegate all’imprenditore. Sono in corso le indagini per cercare di capire l’eventuale coinvolgimento di altre persone in questa attività illecita.
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