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Cronaca

Dal dono di un cuore alla richiesta di verità: il dolore della famiglia di Domenico

La morte di Domenico avvenuta sabato 21 febbraio, all’ospedale Monaldi di Napoli, impone silenzio e rispetto prima ancora delle parole. Aveva due anni, un sorriso che raccontava una vita appena iniziata, e una cardiomiopatia dilatativa che lo aveva costretto fin dai primi mesi a un percorso sanitario complesso

Il trapianto di cuore rappresentava l’unica possibilità concreta di sopravvivenza. Quel cuore era arrivato da lontano, frutto di una donazione nata da un’altra tragedia. Poi qualcosa è andato storto. Oggi si indaga per capire se si sia trattato di un errore, o di una concatenazione di errori, lungo una filiera che avrebbe dovuto garantire massima sicurezza.

Dal dono di un cuore alla richiesta di verità: il dolore della famiglia di Domenico (foto screen YouTube) – CityRumors.it

Mentre la magistratura lavora per accertare responsabilità e passaggi critici, resta il dolore di una famiglia che chiede verità. La madre, nel suo intervento, ha affidato a poche parole un senso di smarrimento profondo, parlando di una perdita che non trova spiegazioni e di un’attesa che ora è diventata richiesta di chiarezza.

Attorno a questa vicenda, però, si avverte anche il rischio di una deriva che nulla ha a che vedere con la ricerca dei fatti: la tentazione di trasformare l’inchiesta in uno scontro territoriale, in una contrapposizione tra strutture e aree geografiche.

Le indagini in corso per dare giustizia e memoria a Domenico

Domenico era seguito dall’ospedale Monaldi di Napoli sin da quando aveva quattro mesi. È lì che si concentrano gli accertamenti per comprendere se vi siano stati errori nella valutazione clinica, se l’espianto del suo cuore sia avvenuto prima della completa verifica dell’idoneità dell’organo donato, se la documentazione sia stata redatta in modo corretto e completo. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti vi sarebbero anche aspetti tecnici legati alla perfusione e alla gestione dell’intervento.

Parallelamente, all’ospedale San Maurizio di Bolzano – dove al momento non risultano indagati – si stanno verificando le procedure relative al prelievo e alla conservazione del cuore donato. Anche le modalità di trasporto dell’organo e l’adeguatezza dei materiali utilizzati rientrano negli approfondimenti disposti dagli investigatori.

Le indagini in corso per dare giustizia e memoria a Domenico (foto screen YouTube) – CityRumors.it

In casi come questo è inevitabile che emergano ipotesi e che si apra un confronto tra strutture coinvolte. Tuttavia, sul piano giudiziario, l’attenzione si concentra in primo luogo sull’ospedale che aveva in carico il paziente ricevente, come previsto dai protocolli. È un passaggio tecnico, necessario per ricostruire la sequenza degli eventi. Diverso è il piano della discussione pubblica, dove il rischio è quello di scivolare in letture semplificate e divisive.

La priorità resta una sola: accertare con rigore cosa sia accaduto, individuare eventuali responsabilità e garantire che tragedie simili non si ripetano. Al centro non ci sono strutture o territori, ma la vita di un bambino e il diritto della sua famiglia a conoscere la verità.

“È arrivato il momento della verità”: la famiglia di Domenico chiede chiarezza

Patrizia Mercolino è la mamma del piccolo Domenico, durante un’intervista a Rai Radio1 la donna, comprensibilmente distrutta dal dolore, è riuscita a parlare in modo lucido con una dignità che può appartenere solo a chi è stata vittima della peggiore sofferenza. Le sue prime parole sono state per la memoria del suo piccolo, ha dichiarato che il suo desiderio più grande è che non venga dimenticato, e ha poi aggiunto: “È arrivato il momento della verità”.

Si perché ora devono essere accertate le responsabilità e i passaggi critici. La mamma di Domenico ha parlato con il cuore in mano in merito alla sua esperienza con i medici dell’ospedale, senza lanciare accuse e senza mostrare risentimento, spiegando che lei ha “la coscienza pulita” dicendo di aver “sempre guardato negli occhi tutti” come loro hanno guardato lei.

“È arrivato il momento della verità”: la famiglia di Domenico chiede chiarezza (foto screen YouTube) – CityRumors.it

Ora è ovviamente la sua premura più grande è scoprire chi ha sbagliato “lo scoprirò” ha dichiarato la signora Mercolino, perché quello che desidera più di ogni altra cosa è dare giustizia al suo bimbo. Ha aggiunto che attende di comprendere effettivamente cosa sia accaduto realmente, e fino a quel momento “non avrà nulla da dire”.

La fondazione in nome di Domenico

Come detto quello che la mamma desidera più di ogni altra cosa, al di là delle colpe, gravissime e dolorosissime, ciò che le preme ottenere è la memoria: non far dimenticare il suo bambino, con la speranza che non accadano mai più situazioni del genere. Patrizia ha avviato ufficialmente il percorso per la costituzione della Fondazione Domenico Caliendo, un’istituzione che avrà come obiettivo quello di aiutare i bambini in condizioni mediche critiche e di combattere i casi di malasanità.

Non dimentichiamo Domenico, il desiderio della mamma Patrizia (foto Ansa) – CityRumors.it

Ha spiegato: “Ieri pomeriggio ero lì sul lettino vicino a mio figlio, avevo già capito che se ne sarebbe andato a breve. Io non lo devo far dimenticare, e sarà anche un modo per andare avanti”. Sarà questo a darle la forza, il suo bambino e il desiderio di non vedere riaccadere altre tragedie come questa. Dove trova la forza per andare avanti? “La forza la trovo in lui, sono stata al suo fianco, con lui fino all’ultimo secondo”, le ultime parole della mamma di Domenico.

Marta Zelioli

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