Errore a Sanremo 2026, la scritta apparsa per pochi secondi ha fatto tremare la regia. Carlo Conti non ha potuto ignorarlo: ecco chi ha commesso lo sbaglio che nessuno doveva vedere.
Il debutto di Carlo Conti al Festival di Sanremo 2026 doveva essere la celebrazione della perfezione tecnica e del sentimento nazionale. Eppure, in un istante che è già diventato virale, l’Ariston è sprofondato nell’imbarazzo. Mentre il pubblico si commuoveva per la storia di Gianna Pratesi, la centenaria testimone del referendum del 1946, un dettaglio sullo sfondo ha trasformato la solennità in un caso mediatico nazionale.
Il momento era dei più alti: il racconto della nascita dell’Italia moderna, il ricordo del voto storico. Ma mentre la signora Pratesi parlava, sulla grafica proiettata nel maxischermo è apparso un errore tanto grossolano quanto clamoroso. La parola “Repubblica” si è trasformata in un incomprensibile “Repupplica”. Pochi secondi, ma sufficienti per far scatenare i social e imbarazzare la Rai nel momento della massima celebrazione istituzionale. Un errore che ha rischiato di oscurare il ritorno trionfale di Conti e la regia millimetrica di Maurizio Pagnussat.
Mentre i Big si alternavano sul palco, la macchina organizzativa lavorava a ritmi forsennati. La grafica di Sanremo è un meccanismo sincronizzato al millesimo di secondo: titoli, nomi degli autori, codici del televoto. Eppure, in quel “perfetto ingranaggio”, qualcosa si è inceppato.
Le voci di corridoio parlavano inizialmente di un bug del software o di un attacco hacker mirato a screditare la prima serata di Carlo Conti. Si è parlato di tensioni sindacali e di “messaggi subliminali” inseriti apposta. Fino al momento in cui lo stesso Maurizio Pagnussat, il “capitano” della regia sanremese dal 2025, intercettato fuori dall’Ariston a fine serata ha svelato la realtà. Tra le pacche sulle spalle degli amici e la ricerca di un ristorante per scaricare la tensione, il regista non si è nascosto: “È stata una serata perfetta. L’unico inconveniente? L’errore sul grafico. L’ho visto in diretta e l’ho tolto subito”, ha dichiarato a Corriere Tv.
Pagnussat ha gestito la crisi con la freddezza del veterano, accorgendosi del refuso nello stesso istante in cui appariva nelle case di milioni di italiani. Ma la domanda che tutti si pongono è una sola: come è stato possibile un errore del genere sul palco più importante d’Italia?
Nessun sabotaggio, nessuna regia occulta e nessun messaggio in codice. Pagnussat ha spento ogni teoria del complotto con poche, secche parole. Il “pasticcio” è frutto di un purissimo errore umano.
“Un errore di un giovane grafico” ha spiegato il regista, riconducendo immplicitamente la svista alla pressione disumana che si respira nel backstage della prima serata. Nonostante la gaffe sulla “Repupplica” sia ormai il meme ufficiale di Sanremo 2026, la Rai sembra intenzionata a proteggere il team creativo, derubricando il fatto a un incidente di percorso in una produzione che, per il resto, ha rasentato la perfezione. Stasera, per la seconda serata, gli occhi saranno ancora più puntati sui monitor: la “Repupplica” non è ammessa una seconda volta.
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