Dietro l’esibizione di stasera si nasconde un segreto di famiglia che lega fortemente Camilla Ardenzi alla nonna Ornella Vanoni: ecco perché porterà all’Ariston proprio quella canzone.
Stasera, quando Camilla Ardenzi salirà sul palco di Sanremo 2026, non lo farà solo per ricordare la nonna: c’è una ragione molto più forte e specifica dietro la scelta del brano “Eternità”. Non è una canzone scelta a caso dal catalogo immenso di Ornella: è il brano che rappresenta uno dei momenti più chiacchierati della sua vita privata e professionale.
Il patto segreto tra le due donne riguarda l’eredità della nota cantante milanese venuta a mancare pochi mesi fa e che rimette al centro della scena un fatto ‘insabbiato’ dalla cronaca musicale per anni e che molti non conoscono.
Quando la Vanoni presentò Eternità a Sanremo, il brano era originariamente destinato ad un’altra grande diva dell’epoca. Ornella riuscì a “soffiarlo” alla concorrenza grazie alla sua influenza e alla sua amicizia con gli autori, scatenando un piccolo caso dietro le quinte. La curiosità vera che pochi ricordano, è che il brano era stato scritto da Giancarlo Bigazzi e Claudio Cavallaro pensando alla voce di Mina. All’epoca, tra Ornella Vanoni e la “Tigre di Cremona” c’era una competizione accesissima (seppur condita da stima reciproca).
Ornella, sentendo il pezzo, se ne innamorò perdutamente e fece di tutto per averlo: riuscì a spuntarla e a portarlo al Festival in coppia con i Camaleonti. Per lei non era solo una canzone, era la dimostrazione che poteva essere “pop” e scalare le classifiche tanto quanto Mina, uscendo dal cliché della cantante colta e impegnata. Il triangolo non è solo musicale, riguarda anche la vita privata: Camilla porta il cognome di Lucio, l’uomo che Ornella sposò “per dimenticare” Giorgio Strehler.
Ornella ci teneva immensamente che Camilla amasse questa canzone, perché considerava la nipote l’unica in grado di interpretare quel testo senza le “sovrastrutture” da diva che l’avevano condizionata allora. Si dice che la Vanoni, nei suoi ultimi anni, abbia confessato alla nipote di aver sempre odiato un certo arrangiamento di quel brano, fatto all’epoca per compiacere le radio. Camilla stasera eseguirà probabilmente la versione “pura”, quella che Ornella avrebbe voluto cantare nel 1970 ma che non le fu permessa. Una rivincita postuma che trasforma l’esibizione in un vero atto di ribellione artistica familiare.
Dietro la voce della nipote d’arte si nasconde la gestione di un patrimonio leggendario: dai gioielli contesi alle proprietà a Milano, ecco cosa ha lasciato Ornella e perché Camilla è la figura chiave. La giovane 23enne, non è la solita “figlia di papà”. Chi si aspetta la classica “nipote d’arte” cresciuta nei salotti rimarrà sorpreso. Ornella descriveva Camilla come una “Corto Maltese”:
Oltre a raccogliere l’eredità musicale della nonna, Camilla è l’unica vera erede insieme al padre Cristiano (figlio unico di Ornella e Lucio Ardenzi) ed il fratello Matteo di un impero culturale e materiale che ha pochi eguali.
Uno dei motivi per cui Camilla stasera è sotto la lente d’ingrandimento riguarda il chiacchiericcio sul patrimonio di famiglia che ha infiammato il gossip negli ultimi mesi. Per anni è circolata la fake news dei 118 milioni di euro attribuiti alla Vanoni e che quindi oggi sarebbero di proprietà degli eredi. La stessa Ornella aveva smentito con la sua solita ironia: “Se li avessi, sarei su un’isola del Pacifico”.
L’eredità che Camilla e suo fratello Matteo gestiscono è fatta soprattutto di case arredate e rivendute (la grande passione di Ornella) e di un immenso catalogo artistico. Il “patto” tra nonna e nipote non riguardava i soldi, ma la protezione di questo stile di vita libero e un po’ folle. Tra questi l’appartamento-museo a Milano: una casa che è un archivio storico della musica italiana, piena di opere d’arte e arredi di design iconici che molti collezionisti stanno già puntando.
Ornella poi è sempre stata famosa per i suoi pezzi unici di gioielleria artigianale, spesso regali di ammiratori e grandi amori (come lo stesso Strehler). Nulla vieta che Camilla stasera possa indossare proprio uno di questi pezzi “blindati”, mai usciti dalla cassaforte di famiglia. Poi ci sono i diritti d’autore: una rendita perpetua su capolavori che continuano a macinare milioni di ascolti. Camilla è oggi la “curatrice” ideale per preservare lo stile Vanoni da operazioni commerciali eccessivamente spinte.
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