Una città piccola, un dolore grande: a Borgomanero il lutto si allarga come cerchi nell’acqua. La storia di un padre e di una figlia che si perdono a pochi anni di distanza non è solo cronaca, è una fitta al petto collettiva. Ci riguarda tutti, perché parla di fragilità, di comunità, di come si regge un dolore quando sembra non avere appigli.
Doppia tragedia a Borgomanero: dopo la figlia, anche il padre si toglie la vita
A Borgomanero, chi lo conosceva lo descriveva così: lavorava sodo, gestiva un impianto di carburanti, salutava per nome, teneva vivo un presidio di quartiere. Paolo Lorenzini aveva 51 anni. Due anni fa, il 15 marzo 2024, aveva perso la figlia Claudia, 19 anni. Un dolore che aveva condiviso anche online, con parole che restano lì, ferme: “La vita è stupenda e va vissuta ogni giorno”. Quella frase oggi rimbomba.
Domenica, intorno alle 13, gli operatori del 118 e le forze dell’ordine sono intervenuti lungo la tratta ferroviaria tra Borgomanero e Cressa. Gli accertamenti tecnici hanno impegnato Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e personale ferroviario. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Ss. Trinità ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Al momento non risultano elementi ulteriori oltre a quanto confermato dagli inquirenti. La dinamica precisa resta materia di atti ufficiali.
La città si è fermata. Bar che abbassano per un attimo la voce, colleghi che ripercorrono gli ultimi giorni, amici che si scrivono in silenzio. In provincia, le notizie corrono in fretta, ma certe restano difficili da dire. Qui il lutto è comunità: ci si ritrova, si porta una torta, si domanda “come stai” con uno sguardo che chiede di più.
Secondo i dati più recenti, in Italia ogni anno si registrano oltre 3.500 morti per suicidio. Numeri che non dicono tutto, ma ricordano che la prevenzione è possibile e passa da molti canali: servizi territoriali, medici di base, sportelli d’ascolto, scuole, luoghi di lavoro. È un lavoro paziente, fatto di prossimità. E sì, anche di parole semplici, dette al momento giusto.
La comunità e il lutto che resta
Il dolore di una famiglia può diventare lo specchio di un territorio. A Borgomanero oggi si parla di lutto e di come sostenerlo: rispettando il silenzio, evitando sensazionalismi, stando accanto senza invadere. Le istituzioni locali sanno che la rete conta: parrocchie, associazioni, sport, vicinato. In casi come questo, anche un allenatore, un farmacista, un edicolante possono essere antenne preziose. Un “ti va un caffè?” può sembrare poco, ma scalda.
Parlare di prevenzione, senza paura
Raccontare una tragedia così non serve a fare rumore. Serve a ricordare che chiedere aiuto è un atto di forza. Che esistono professionisti e servizi pronti. Che la prevenzione non è uno slogan, è fatta di gesti concreti: una chiamata, una visita, un appuntamento fissato per domani. E che nei momenti bui la compagnia di una voce può cambiare il corso di una giornata.
Se stai attraversando un momento difficile, non restare solo. Parlane con qualcuno di cui ti fidi o con un professionista. In Italia puoi contattare servizi di ascolto come Telefono Amico Italia (02 2327 2327) o Samaritans Italia (06 77208977), oppure rivolgerti ai numeri di emergenza (112). Se temi per la tua sicurezza o quella di una persona vicina, chiama subito il 112 o vai al pronto soccorso più vicino.
A volte una foto resta. Quella di Claudia che sorride, condivisa dal padre, oggi parla a noi: cosa possiamo fare, ciascuno, perché un sorriso trovi spazio anche quando il cielo si fa stretto? Forse la risposta sta in un gesto minuscolo. Ma fatto adesso. Con cura. Con nome e cognome. Con coraggio.





