Gravina ancora presidente della FIGC. Il suo mandato durerà fino al 2028, ma la sfida è già iniziata.
Gabriele Gravina è stato confermato alla guida della FIGC fino al 2028, senza sfidanti, ma con molte sfide da affrontare. La sua rielezione arriva in un momento cruciale per il calcio italiano, tra la necessità di modernizzare gli stadi, ottenere più aiuti dal governo e rilanciare la competitività del sistema sportivo nazionale.
Un’assenza pesante ha segnato l’evento: Claudio Lotito e Aurelio De Laurentiis, due tra i presidenti più influenti della Serie A, non erano presenti. Un segnale che conferma le tensioni interne al sistema calcio, ma Gravina ha scelto la strada dell’unità: “Restando uniti, faremo grande il nostro calcio”.
Uno dei punti chiave del nuovo mandato di Gravina è il rapporto con il governo per ottenere misure concrete a sostegno del calcio italiano. Tra le richieste principali: Tax Credit Sportivo: Un incentivo fiscale per agevolare investimenti in infrastrutture e sviluppo giovanile.
Fondi per il calcio di base: Maggiori risorse per i settori giovanili e i campionati dilettantistici.
Il presidente FIGC ha sottolineato che la sostenibilità economica è la priorità, ribadendo la necessità di riforme che aiutino i club a stabilizzarsi finanziariamente. Uno dei punti più delicati riguarda la ristrutturazione degli stadi, un tema sul quale l’Italia è ancora indietro rispetto a molti paesi europei. Gravina ha chiesto una legge speciale per facilitare la costruzione e l’ammodernamento degli impianti, snellendo le procedure burocratiche che oggi bloccano i progetti.
Senza impianti moderni, il calcio italiano rischia di perdere attrattiva sia per i tifosi che per gli investitori. E con Euro 2032 alle porte, servono interventi rapidi per evitare di arrivare impreparati all’evento.
Se da un lato la sostenibilità è la priorità, il sogno di Gravina resta il Mondiale. Dopo l’esclusione dalle ultime due edizioni, la Nazionale italiana deve tornare protagonista. Rilancio del settore giovanile, nuove regole per la Serie A e riforme strutturali saranno al centro del piano FIGC per riportare gli Azzurri al vertice del calcio mondiale.
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