Noto per i suoi modi spesso duri, Paolo Di Canio ha sfogato tutta la sua insoddisfazione per l’atteggiamento dei giocatori del Milan
La situazione in casa Milan si fa sempre più drammatica. La vittoria contro il Parma, arrivata nei minuti finali con una clamorosa rimonta nel recupero, non ha allontanato le scorie di una squadra che sperava di invertire il proprio trend andando a cambiare l’allenatore. L’esonero di Fonseca e l’arrivo di Conceicao, però, non hanno sicuramente risolto i problemi interni. Tutt’altro.
La lite tra il tecnico portoghese e Davide Calabria al termine della partita è lo specchio di una situazione drastica che l’ex Porto sta cercando di prendere in mano, ma con enormi difficoltà. L’apice, probabilmente, è stato raggiunto venerdì sera quando, a due giorni da una partita importantissima, alcuni calciatori hanno fatto le ore piccole al concerto di Lazza.
Il noto cantante milanista, ha ospitato Loftus-Cheek, Theo Hernandez, Camarda e Calabria, come testimoniato da una foto sui social. Una presenza che, però, Conceicao non ha gradito perché a detta sua evitabile a poche ora da una sfida così importante.
Da qui sono scoppiati i primi nervosismi che hanno raggiunto l’apice al momento della sostituzione di Calabria contro il Parma, con il terzino che ha scagliato la bottiglietta per la rabbia e colpito la panchina. Una reazione inaccettabile per l’allenatore che, dopo il triplice fischio, ha voluto far valere la sua autorità.
Il tema Milan e soprattutto la questione ‘concerto di Lazza’ sono state ampiamente trattate anche nel Club di Sky Sport, dove presenziavano Beppe Bergomi, Marco Bucciantini, Fabio Caressa, Luca Marchegiani e soprattutto un acceso Paolo Di Canio. Proprio quest’ultimo ha preso parola criticando duramente la scelta dei giocatori e dando vita a un duro dibattito con il giornalista toscano.
“E che serve il divieto?” – dice rispondendo a Bucciantini – “Oh stai parlando del Milan mica del Gigiottino. Ci stiamo abituando alla decadenza. Fanno tutti così, so moderni. Non è così, non cambia il giudizio sull’etica del lavoro”.
L’ex attaccante della Lazio, ha poi insistito, appoggiato anche da Marchegiani e Bergomi, mettendo a paragone il Milan con altre società: “Quelli del Milan escono. Quelli dell’Inter so sicuro no, vedi se quelli del Napoli ora escono. Cambiano le cose, i giovani. Basta co ste cagate, ste cazzate. Io ho una mia etica del lavoro”.
Un durissimo attacco durato più minuti, che si è concluso dopo che i toni tra Di Canio e Bucciantini si erano accesi, con quest’ultimo che replicando con un: “Non è che se urli sopra gli altri hai ragione” ha ulteriormente istigato Di Canio, fermato però da Fabio Caressa che prontamente ha spostato l’accento su un altro argomento.
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