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La mamma che investì il figlio di 18 mesi: per la Procura “ha già un ergastolo a vita”

Archiviato dalla procura di Milano il procedimento giudiziario a carico di una mamma che investì il figlio di 18 mesi davanti casa procurandogli danni permanenti alla testa

Una storia allucinante da un lato e immensamente triste dall’altro, quella della donna di 38 anni che, il 4 luglio 2024, investì con l’auto il figlio di appena 18 mesi nel cortile di casa, nell’hinterland milanese, causandogli lesioni gravissime. Una disattenzione fatale costata carissima alla mamma e a suo figlio di un anno e mezzo per il quale purtroppo, dopo le dimissioni dall’ospedale pediatrico Papa Giovanni XXIII nell’hinterland milanese, una relazione neurologica aveva evidenziato un quadro irreversibile, che lo costringerà a vivere con gravi menomazioni permanenti su più fronti.

La mamma che investì il figlio di 18 mesi: per la Procura “ha già un ergastolo a vita” – Cityrumors.it

Un processo, quello contro la mamma, che probabilmente non si aprirà mai proprio perchè la Procura di Milano proverà a chiedere al gip la “non punibilità” della donna, perchè sta già pagando abbastanza con il senso di colpa per il resto della vita. Un rimorso che molto probabilmente le sta divorando la coscienza tutti i giorni proprio mentre si continua a dedicare a quel figlio vittima di un episodio così assurdo.

Un dolore che l’accompagnerà per la vita

Una disattenzione fatale quanto terribile. Tutto è accaduto in una frazione di pochi e maledetti secondi che hanno distrutto due vite. Esattamente lo scorso anno una mamma di 38 anni aveva appena messo in moto la propria auto senza accorgersi che dietro stava giocando il proprio figlio di soli 18 mesi. Un pur piccolo movimento delle ruote e quella di sinistra implacabilmente ha colpito la testa del bambino. Il piccolo, trasportato d’urgenza al pronto soccorso  è sopravvissuto, ma con un responso medico che mette i brividi soltanto a leggerlo. Lesionato per il resto della vita.

Un dolore che l’accompagnerà per la vita – Cityrumors.it

Due vite distrutte per una fatale disattenzione e in questi casi è automatico aprire un’inchiesta per accertare come siano realmente andate le cose e quindi le possibili responsabilità. Proprio in questi giorni infatti si sarebbe dovuta aprire l’udienza preliminare nel processo penale a carico della donna, ma la Procura di Milano ha deciso di prendere una via diversa.

La richiesta della Procura

“Non è da condannare, sta già scontando una pena naturale”. Questa la motivazione con cui la Procura di Milano chiederà al Gip la non punibilità della mamma che starebbe già scontando una pena fine vita mai. La motivazione appare chiara per la Procura, infatti, qualsiasi altra condanna costituirebbe una sorta di trattamento contrario al senso di umanità, secondo l’articolo 27 della Costituzione, e questo perché la mamma sconta già una sorta di ergastolo e una ulteriore reazione penalistica non serve a nulla, anzi potrebbe apparire addirittura controproducente.

La richiesta della Procura – Cityrumors.it

Avviare un processo o pronunciare una condanna, conclude il magistrato, significherebbe imporre una pena “non solo sproporzionata per eccesso, ma persino inumana”, trasformando il diritto “in un valore assoluto, privo di funzione concreta”, e generando un “trattamento contrario al senso di umanità”. Ora la decisone finale spetterà ai giudici che potrebbero proseguire con l’archiviazione per “tenuità del fatto” anche tenendo conto dei danni derivati, o potrebbe essere applicata la norma costituzionale alla quale hanno fatto riferimento i Pm. In alternativa il tribunale potrebbe proporre un patteggiamento.

Mauro Simoncelli

Romano di nascita, giornalista, scrittore, appassionato di sport e non solo. Mi piace informarmi e informare su tutto ciò che accade intorno a noi. Da sempre collaboro con giornali e tv e mi arricchisco attraverso il contatto quotidiano della radio. Oggi scelgo l’informazione quotidiana a tutto campo con passione e determinazione.

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