L’uomo, che era stato condannato per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher nel 2007, era uscito dal carcere l’anno scorso dopo 13 anni
Ancora guai per Rudy Guede. Doveva starne lontano, imboccare una via diversa rispetto a quanto era accaduto nel 2007, ma in qualche modo ci è ricascato o quanto meno è quello che sostiene la sua ex compagna. L’uomo di originini ivoriane, condannato per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto l’1 novembre del 2007 a Perugia, pare che dovrà rispondere di maltrattamenti, violenza e lesioni personali nei confronti della ex compagna 23enne. Non proprio una situazione leggera.
Guede era uscito dal carcere a giugno scorso, dopo che era stato ben 13 anni di detenzione tra semilibertà, dove aveva rimediato anche una collaborazione nel Centro studi criminologici di Viterbo, ma nei suoi confronti è stato emessa una misura cautelare del “divieto di avvicinamento a 500 metri” dalla ex compagna e dovrà indossare un braccialetto elettronico. Da alcuni riscontri si è venuto a sapere che il pm che si occupa del caso aveva chiesto per Rudy Guede la misura degli arresti domiciliari, ma non è stata accordata. Il provvedimento, eseguito dagli agenti della Squadra Mobile, è stato emesso dal procuratore di Viterbo Paolo Auriemma.
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