Dal loft di Cinecittà ai set più caldi della tv: Luca Argentero torna a parlare del suo passato al Grande Fratello e guarda in faccia il presente, tra una nuova serie su Netflix e il dibattito acceso sul caso Corona–Signorini. Un pensiero misurato, ma netto: contano i fatti, contano le persone, conta la responsabilità di chi accende i riflettori.
Quest’anno per Luca Argentero è pieno di lavoro buono. Lo vedremo in Motorvalley su Netflix e di nuovo in DOC – Nelle tue Mani su Rai 1, una delle fiction più amate dagli italiani, con picchi oltre i sei milioni e share sopra il 30% nelle scorse stagioni. C’era anche un’ipotesi Sanremo come co-conduttore per una serata. Poi l’idea è sfumata. Non ci sono spiegazioni ufficiali sul perché.
Quando spunta il tema Grande Fratello, Argentero non fa giri lunghi. Riconosce il passato. Lo mette al suo posto. E si concentra sul presente. È il suo modo di stare nella conversazione pubblica: poche parole, niente rumore, un principio chiaro.
Dal “loft” al set: come cambia uno sguardo
Argentero entrò nella casa del GF nel 2003. Erano altri anni. Niente social, niente dirette infinite. Il reality era un esperimento pop. Il pubblico scopriva le persone prima dei personaggi. Oggi il reality show è un ecosistema diverso. Ha ritmi più serrati. Ha strategie, micro-narrazioni, un flusso continuo online. Il format resiste, i codici sono cambiati.
Il ragionamento dell’attore, quando gli chiedono di quel passaggio, suona costante: gratitudine per l’occasione, distanza dal meccanismo attuale. Lui ha scelto i set, gli orari, i copioni. Ha trasformato quell’esposizione in mestiere. E i numeri lo confermano: DOC – Nelle tue Mani è diventata un caso industriale per la serialità pubblica; l’attesa per Motorvalley è alta, anche solo per l’idea di vedere Argentero in un progetto nuovo su Netflix. Dettagli sulla trama non sono stati ufficializzati in modo completo: al momento non ci sono note pubbliche verificabili oltre al titolo e al coinvolgimento dell’attore.
Il caso Corona–Signorini e l’idea di responsabilità
Arriviamo al punto più caldo. La contrapposizione tra Fabrizio Corona e Alfonso Signorini torna a ondate. È un dibattito che mischia tv, stampa, inchieste, querele. Non è una rissa di costume. È potere mediatico, regolato da leggi e codici deontologici. E da scelte editoriali.
Qual è la posizione di Argentero? Al momento non esiste una trascrizione ufficiale e completa delle sue parole specifiche su questa controversia. Nelle sintesi circolate e in coerenza con ciò che lui ripete da anni sulla popolarità, emerge un criterio semplice: evitare processi sommari in prima serata, chiedere verifiche sui fatti, difendere la dignità di chi finisce dentro la storia. In pratica, riportare il dibattito su responsabilità e toni. La tv non è un tribunale. Ma non è nemmeno un parco giochi.
È una linea non urlata, ma riconoscibile. E dice molto anche del suo presente professionale. Nel set di DOC lui lavora sul dettaglio, sul gruppo, sul rigore. In un reality come il Grande Fratello il dettaglio è spesso persona. È lì che si gioca una partita etica: dove finisce lo spettacolo, dove comincia la cura per chi guarda e per chi viene guardato.
Forse è questa l’immagine più onesta per leggere le sue parole: una stanza con le luci accese, pochi oggetti ben messi, porte né chiuse né spalancate. Ci entri, guardi, decidi come stare. E tu, davanti a quella stanza, quale luce lasceresti accesa?





