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Cronaca

Rapporto prof e studentessa, la rivelazione della minorenne: “Ero come una figlia”

Rapporto sessuale tra una professoressa e la sua studentessa minorenne, la rivelazione della ragazzina: “Ero come una figlia per lei” 

Oramai in città non si sta parlando d’altro se non di questa vicenda che ha lasciato tutti inevitabilmente senza parole. D’altronde non potrebbe essere altrimenti. Ci troviamo a Pescara dove una donna di 55 anni, insegnante, ha avuto più di un rapporto sessuale con una sua alunna. Vittima una studentessa di 14 anni. La docente è stata interdetta, per la durata di un anno, dall’insegnamento. Le accuse nei suoi confronti sono molto gravi visto che si parla di atti sessuali nei confronti della ragazzina.

Rapporto tra professoressa e studentessa (Pixabay Foto) Cityrumors.it

A denunciare quanto accaduto ci ha pensato la psicologa alla quale la 14enne si era rivolta. Dai verbali degli atti, però, non emergono delle vere e proprie costrizioni. Nel corso degli stessi la minorenne rivela come è nata questo tipo di relazione con la sua insegnante, ma precisa di essere sempre stata consenziente. Non per il gip che ha una idea diversa: “Il rapporto di affidamento tra precettore e allieva vale a neutralizzare l’efficacia del consenso della minore“.

Pescara, sesso tra professoressa e studentessa: “Cancella le chat”

Gli inquirenti stanno indagando su un episodio dove la prof chiede alla sua “amante” di cancellare le loro chat per “tenerla al sicuro“. Secondo quanto riportato dal quotidiano “Il Messaggero” nei verbali la studentessa ha rivelato che trovava la docente una persona molto interessante, come una sorta di punto di riferimento. “Nel senso di amicizia, non era mia intenzione fare altro insomma“. Non per l’insegnante che continuava ad avere atteggiamenti “particolari” nei suoi confronti.

Ragazzina disperata (Pixabay Foto) Cityrumors.it

Tanto da chiamarla “amore“, “tesoro” ed altro ancora. Un amore quello che si può avere tra una mamma ed una figlia. Non di più. Finita qui? Neanche per sogno visto che la docente ha iniziato ad utilizzare altri toni del tipo: “Sei bona“. Piacere ricambiato dalla minorenne che la vedeva proprio come una bella donna. Anche se, allo stesso tempo, non si sentiva affatto a suo agio: “Non mi è mai passato per la mente chiederle se ci stesse provando con me. La trovavo come una cosa imbarazzante“.

Il gip evidenza come la ragazzina sia stata indotta ad una “confusione” ed “incertezza” molto evidente. Una storia che era nata con abbracci e baci, poi è diventata sempre di più torbida. Fino a quando nell’aprile dello scorso anno le due non fanno sesso a casa della prof. Racconti che sono stati evidenziati anche nelle loro chat su WhatsApp con tanto di frasi da innamorata. Ad un certo punto, però, qualcosa va storto tra le due. Fino a quando la ragazzina non va dalla psicologa.

In primis per problemi di studio, ma il vero problema era il rapporto che aveva con l’insegnante. Quando la prof lo viene a sapere le chiede di cancellare tutte le chat dove facevano riferimento ai rapporti sessuali. Insomma, voleva starne lontana ed essere sicura. Passano liti e scenate di gelosia. Poi l’incontro tra le due dove la 14enne le chiede di tenere le mani al proprio posto. Nei verbali la ragazzina afferma di non averla mai sentita come una molestia. Nessuna violenza, niente del genere. Non per il giudice.

 

Cristiano

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