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Rimborso di Poste a un cliente truffato via sms: quanto gli avevano rubato

Poste Italiane è stato costretto a rimborsare un cliente che era stato truffato di una somma tutt’altro che indifferente

L’avvento della tecnologia ha portato con sé tante novità importanti, ma allo stesso tempo ha aumentato anche i rischi e i pericoli. In questo senso, sono aumentate in gran numero le truffe che oggi approfittando di e-mail, sms e chiamate per sfilare soldi alle povere vittime che cadono in questi tranelli, in questi inganni.

Rimborso di Poste a un cliente truffato via sms: quanto gli avevano rubato – Cityrumors.it

Una delle più rilevanti ha come protagonista le Poste Italiane e ad averne fatto le spese è un uomo di 73 anni, residente a San Casciano Val di Pesa. Il 18 ottobre del 2021 il pensionato ha ricevuto un messaggio che possedeva il logo di Poste Italiane, ma che in realtà proveniva da un numero differente.

Al suo interno veniva segnalato un problema che sarebbe stato avvertito sul suo conto e avevamo come scopo quello di invitare il destinatario a cliccare su un link così da poter accedere alla sua area riservata e risolvere il problema. Cliccato il link, l’uomo è stato contattato telefonicamente da un finto operatore di Poste.

Questo gli ha chiesto di inserire la sua tessera Postamat in un lettore così che potesse risolvere il presunto problema di sicurezza. Un assist a porta vuota, che ha permesso ai truffatori di ottenere le sue credenziali e potergli soffiare la somma alla quale ambivano.

La sentenza del tribunale

Una volta scoperta la truffa, il pensionato ha subito sporto denuncia, trovando però il muro da parte di Poste Italiane che ha inizialmente rifiutato di rimborsare l’importo che gli era stato rubato, perché non essere responsabile di quello che era accaduto.  Da qui è iniziata una battaglia legale che si è conclusa solo di recente.

La sentenza del tribunale – Cityrumors.it

Giunta alla terza sezione civile del tribunale di Firenze, la giudice Elisabetta Carloni ha dato ragione al pensionato, condannando Poste Italiane a risarcirlo per l’intero importo, perché stabilito che Poste Italiane non aveva utilizzato le giuste misure di sicurezza per proteggere la clientela da possibili attacchi di pishing.

Questo significa che l’azienda avrebbe potuto fare qualcosa per impedire o, quanto meno, complicare il lavoro dei truffatori che invece hanno trovato davanti a loro una strada completamente spianata. In tal senso, la sentenza spiega chiaramente che ste Italiane non ha fornito prove concrete di aver adottato misure di sicurezza adeguate.

La sua responsabilità, quindi, non poteva essere esclusa. La stessa giudice ha poi aggiunto che da parte del pensionato truffato non c’era stata alcuna forma di negligenza, che, invece, aveva seguito in modo corretto tutte le procedure di accesso al proprio conto.

Marco Ercole

Giornalista, scrittore, amante della lettura. Mi piace scrivere di ogni cosa, diversificare gli interessi, ma tendenzialmente mi occupo di sport da 20 anni, collaborando anche con Repubblica, FOXSports, Corriere dello Sport, Tuttosport, Il Millimetro e molto altro ancora.

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