Rientro a scuola, attenzione alla vista: i segnali che bambini e ragazzi non dovrebbero ignorare

Settembre significa ritorno alla normalità per milioni di famiglie italiane. Il nuovo anno scolastico 2026/2027 è partito il 7 settembre a Bolzano e, nel giro di pochi giorni, ha coinvolto quasi 8 milioni di studenti in tutta Italia, con calendari differenti a seconda delle regioni e gli ultimi rientri che hanno avuto luogo il 17 settembre.

Milioni di studenti tornano sui banchi e cambiano di nuovo le abitudini

Con la prima campanella cambiano improvvisamente anche le abitudini quotidiane. Dopo un’estate trascorsa più spesso all’aperto, bambini e adolescenti tornano a passare molte ore tra libri, quaderni, lavagne, computer, tablet e smartphone. A quelle trascorse in classe si sommano poi le ore dedicate ai compiti e, spesso, quelle di svago davanti agli schermi.

È proprio in questo periodo che alcuni piccoli segnali legati alla salute degli occhi possono diventare più evidenti. Un bambino che durante l’estate non sembrava avere difficoltà potrebbe iniziare a strizzare gli occhi per leggere ciò che è scritto alla lavagna, avvicinarsi troppo al libro oppure lamentare mal di testa dopo aver studiato.

Non significa necessariamente che esista un problema visivo, ma il rientro a scuola rappresenta uno dei momenti dell’anno in cui genitori e insegnanti hanno maggiori possibilità di accorgersi di eventuali cambiamenti.

Miopia sempre più diffusa tra bambini e adolescenti

La miopia è un difetto visivo che rende meno nitidi gli oggetti lontani e la sua diffusione tra bambini e adolescenti è diventata negli ultimi anni un tema importante di prevenzione. IAPB Italia sottolinea come l’aumento dei casi sia collegato a una combinazione di fattori genetici e ambientali, tra cui il crescente tempo trascorso in ambienti chiusi e le attività prolungate a distanza ravvicinata.

Scuola, studio e dispositivi digitali richiedono infatti agli occhi di concentrarsi per periodi molto lunghi su oggetti vicini. Il problema non è semplicemente lo smartphone in sé, quanto piuttosto uno stile di vita nel quale la visione da vicino occupa una parte sempre maggiore della giornata e viene bilanciata da meno tempo trascorso all’aperto.

Una recente analisi rilanciata da IAPB nel giugno 2026 ha evidenziato proprio il possibile ruolo delle abitudini indoor. Visione ravvicinata prolungata, illuminazione non adeguata e riduzione delle attività all’esterno sono alcuni degli elementi sui quali la ricerca sta concentrando l’attenzione.

Questo rende settembre un mese interessante per la prevenzione. Quando i ragazzi tornano a utilizzare intensamente la vista da vicino, eventuali difficoltà possono emergere più chiaramente rispetto alle settimane estive.

Mal di testa e occhi stanchi, i segnali che possono comparire durante lo studio

Uno dei problemi è che i disturbi della vista non vengono sempre descritti chiaramente dai bambini. Un adulto può dire di vedere sfocato o di avere difficoltà a mettere a fuoco, mentre un bambino potrebbe non rendersi conto che ciò che vede non è perfettamente nitido, soprattutto se il problema si è sviluppato gradualmente.

Alcuni comportamenti possono però attirare l’attenzione. Avvicinarsi molto allo schermo o al quaderno, strizzare frequentemente gli occhi, perdere il segno durante la lettura oppure avere difficoltà a distinguere ciò che viene scritto alla lavagna possono essere segnali utili da osservare.

Anche mal di testa e affaticamento visivo dopo diverse ore di studio meritano attenzione quando diventano frequenti. Non indicano automaticamente un difetto della vista, perché possono essere legati anche a stanchezza, postura, sonno insufficiente o altri fattori. Se però il problema continua a ripresentarsi, può essere utile confrontarsi con un professionista.

Per organizzare un controllo non urgente oggi esistono anche strumenti digitali. Attraverso Elty.it è possibile cercare e prenotare visite mediche presso strutture private, confrontando disponibilità presenti in diverse città italiane. Il portale permette quindi di gestire online la parte organizzativa della prenotazione, mentre resta allo specialista il compito di valutare la situazione e stabilire se siano necessari eventuali approfondimenti.

Più tempo all’aperto può aiutare a proteggere gli occhi

Il ritorno a scuola non dovrebbe coincidere con la scomparsa delle attività all’aperto. Diversi studi hanno infatti associato il tempo trascorso fuori casa a un minore rischio di sviluppare miopia durante l’infanzia.

IAPB ricorda che trascorrere quotidianamente tempo all’esterno rappresenta uno degli strumenti più interessanti per la prevenzione della miopia, soprattutto negli anni delle scuole primarie e secondarie di primo grado. La maggiore esposizione alla luce naturale e l’abitudine a guardare oggetti posti a distanze differenti sembrano avere un effetto favorevole sullo sviluppo visivo.

Questo non significa che sia necessario eliminare computer e tablet dalla vita dei ragazzi. La tecnologia fa ormai parte dello studio, delle relazioni e del tempo libero. Il punto è evitare che tutte le attività della giornata avvengano alla stessa distanza e nello stesso ambiente chiuso.

Dopo diverse ore trascorse tra scuola e compiti, una passeggiata, un’attività sportiva o semplicemente del tempo passato all’aperto possono quindi avere un valore che va oltre il movimento fisico. Permettono agli occhi di alternare la visione ravvicinata con quella a distanza e riducono il numero di ore consecutive dedicate alle attività indoor.

Anche in autunno, finché le giornate lo consentono, mantenere questo equilibrio può diventare una buona abitudine da conservare durante tutto l’anno scolastico.

Computer e smartphone, il problema è soprattutto come vengono utilizzati

Gli schermi vengono spesso indicati come i principali responsabili di qualsiasi disturbo visivo dei più giovani, ma la questione è più complessa. Il rischio dipende anche da durata dell’utilizzo, distanza, illuminazione dell’ambiente e numero di pause effettuate durante la giornata.

Studiare per ore davanti a un monitor senza mai distogliere lo sguardo può favorire secchezza e affaticamento degli occhi. Quando siamo concentrati su uno schermo, inoltre, tendiamo a sbattere meno frequentemente le palpebre, un comportamento che può contribuire alla sensazione di bruciore o secchezza.

Anche la distanza conta. Smartphone e tablet vengono generalmente utilizzati molto più vicino agli occhi rispetto a una televisione e spesso vengono consultati in posizioni poco favorevoli, sul divano, a letto oppure in ambienti scarsamente illuminati.

IAPB raccomanda di prestare attenzione proprio alle modalità con cui bambini e ragazzi utilizzano i dispositivi, alternando le attività a distanza ravvicinata con momenti all’aperto e interrompendo periodicamente l’esposizione continuativa allo schermo.

Il principio può essere applicato anche allo studio tradizionale. Non sono soltanto smartphone e computer a richiedere uno sforzo prolungato da vicino. Anche leggere un libro o scrivere per molto tempo senza pause comporta un utilizzo continuativo della messa a fuoco a breve distanza.

Il rientro a scuola può diventare un’occasione di prevenzione

Settembre viene spesso vissuto come il mese delle corse. Libri da acquistare, orari da organizzare, attività sportive che ricominciano e nuove routine familiari da incastrare. Ma proprio il ritorno alla normalità può offrire l’occasione per osservare alcuni aspetti della salute che durante l’estate erano passati in secondo piano.

La vista è uno di questi. Un bambino non sempre racconta spontaneamente di vedere meno bene e, in alcuni casi, può semplicemente adattarsi alla difficoltà. Genitori e insegnanti possono quindi avere un ruolo importante nell’individuare comportamenti diversi dal solito.

Il rientro sui banchi può far emergere più facilmente una difficoltà visiva, perché aumenta il numero di situazioni nelle quali è necessario passare continuamente dalla visione da vicino a quella da lontano. Leggere la lavagna, prendere appunti, utilizzare il computer e studiare sui libri sottopongono il sistema visivo a richieste molto differenti.

Non serve però trasformare ogni mal di testa o momento di stanchezza in motivo di preoccupazione. La prevenzione consiste soprattutto nel riconoscere ciò che cambia e capire quando un problema tende a ripetersi.

Il nuovo anno scolastico può quindi iniziare anche con qualche buona abitudine in più: mantenere tempo per le attività all’aperto, evitare sessioni interminabili davanti agli schermi e prestare attenzione ai segnali che arrivano dagli occhi. Perché vedere bene non significa soltanto leggere correttamente una riga sulla lavagna, ma anche mettere bambini e ragazzi nelle condizioni migliori per imparare, concentrarsi e affrontare la giornata scolastica.