Alta tensione tra la Lega e i vescovi sull’autonomia differenziata. Le parole del vicepresidente della Cei non sono piaciute al partito di via Bellerio
“Un cavallo di Troia per dividere il Paese“, così ha definito in un’intervista a La Repubblica l’autonomia differenziata il vicepresidente della Cei Francesco Savino. Dichiarazione che ha provocato diverse polemiche. Tra i più critici nei confronti del numero due della Conferenza Episcopale italiana c’è la Lega. Da via Bellerio sono arrivate diverse critiche e al quotidiano italiano Zaia chiede di aprire un dibattito sul tema con i vescovi.
Per il governatore del Veneto solo in questo modo i membri potranno capire che non è il Far West che tutti stanno dipingendo in queste ultime settimane. “Ho letto due volte le dichiarazioni del vescovo e sono rimasto sorpreso – ammette Zaia – ma non solo come politico, ma anche da cattolico“.
Le parole di monsignor Savino hanno fatto molto discutere, ma non è chiaro se si tratta di una posizione personale oppure ufficiale da parte della Conferenza. Per questo motivo l’invito da parte di Zaia è che la Cei ascolti la versione di chi è a favore dell’autonomia per poi farsi una idea propria perché “la Chiesa non può vivere di passaparola o di leggende metropolitane“.
Il governatore del Veneto si è detto pronto ad aprire questo confronto con i vescovi attraverso la partecipazione di tutti coloro che hanno studiato la riforma. Un appuntamento per spiegare come l’autonomia non ha come obiettivo di dividere il Paese o creare il Far West che dalle opposizioni hanno fatto capire nelle ultime settimane.
Zaia si è detto sorpreso da queste critiche. Anche la Chiesa ha un modello federalista visto che il nostro Paese è suddiviso in Diocesi e ognuna guidata da un vescovo. E poi ci sono le parrocchie. La Cei dispensa l’indirizzo generale, ma le decisioni vengono prese in totale autonomia e la volontà del governo è proprio quella di ripercorrere questa strada anche per l’autonomia.
Le parole del governatore veneto sono molto chiare come l’apertura al confronto con i vescovi. Vedremo se la Cei deciderà di aprire ad ascoltare la versione della maggioranza oppure deciderà di procedere per la sua strada ribadendo il no al provvedimento.
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