Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva, in un’intervista a ‘Il Dubbio’ parla del premierato e svela cosa manca alla riforma. Ecco le sue parole.
Italia Viva ad oggi è tra i partiti dell’opposizione più vicini a votare il premierato. Il partito di Matteo Renzi non ha mai chiuso la porta e la conferma arriva anche da Raffaella Paita in un’intervista a Il Dubbio: “Siamo d’accordo sull’elezione diretta del presidente del Consiglio. E’ una riforma che avvicina i cittadini alle istituzioni e favorisce la stabilità dei governi. Siamo soddisfatti anche del fatto che Giorgia Meloni abbia abbandonato l’idea di presidenzialismo e si è avvicinata alle nostre posizioni“.
Ma il sì di Italia Viva non è certo. “Ci sono alcune cose che non ci convincono – spiega ancora la Paita – come per esempio la norma antiribaltoni. E in questo provvedimento manca per esempio il ballottaggio, il tetto ai mandati e il monocameralismo. E’ indispensabile fare chiarezza su questi punti, che poi sono fondamentali per tenere in equilibrio la riforma“.
Italia Viva non chiude assolutamente le porte ad un confronto. “Noi siamo una opposizione responsabile e la disponibilità c’è – sottolinea la Paita – le regole si scrivono tutti assieme e non abbiamo nessuna intenzione di danneggiare il Paese. Il modello dei sindaci ha dimostrato di funzionare meglio, garantendo amministrazioni comunali vicine ai cittadini”.
Per l’esponente di Iv con il premierato non viene meno il ruolo del Capo dello Stato: “Resta arbitro anche se non potrà indicare il presidente del Consiglio in prima battuta“.
In questa intervista la Paita spiega che Italia Viva vuole “dialogare con tutti sui temi senza prestarci a inciuci. Non scambiamo accordi sottobanco e soprattutto non abbiamo paura. Questa la ha chi non vuole fare chiarezza sul Covid. E’ davvero imbarazzante quanto sta succedendo“.
“Anche sulle riforme restiamo aperti al dialogo – spiega ancora l’esponente di Iv – ma vedo che nelle altre opposizioni l’atteggiamento è completamente differente. Faccio fatica a trovare delle differenze tra le posizioni di Calenda, Conte e Schlein”.
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