Jorge Campos è stato un portiere di livello internazionale, giocando da titolare col Messico i Mondiali di Usa ’94, ma era pure un attaccante che segnava molti gol.
Oggi raccontiamo la storia di un ragazzo di grandissima personalità che ha fatto la storia di questo sporti sotto ogni punto di vista.
Campos nasce ad Acapulco il 15 ottobre del 1966 e fin dall’infanzia si appassiona al mondo dello sport non praticando però solo il calcio ma anche praticando surf. Sarà proprio da quest’ultima attività che nascerà la leggenda delle sue maglie sgargianti disegnate proprio da lui e che ci riportano indietro nel tempo proprio ai Mondiali giocati negli States.
La sua carriera la inizia nel 1988 al Pumas dove però è chiuso da Adolfo Rios, la difficoltà nel giocare e l’indisponibilità di una punta lo porta a diventare l’attaccante di riferimento della squadra e a disimpegnarsi nel doppio ruolo. Anche se l’estremo difensore è quello che gli riesce meglio e nonostante i suoi 168 centimetri diventa titolare inamovibile.
Un doppio ruolo che porterà avanti per tutta la carriera, tirandolo fuori a più riprese anche se sempre con meno frequenza rispetto a quello di portiere. E se davvero dobbiamo pensare a un calciatore che ci crea nostalgia il nostro sguardo non può che tornare indietro e raccontarci giocatori come lui.
Trovare personaggi come Jorge Campos nella storia del calcio è davvero difficile, perché non è il classico portiere sudamericano, alla Chilavert per intenderci, che segnava da estremo difensore lui l’attaccante l’ha proprio fatto come ruolo.
Con la maglia del Messico, di cui è anche vice allenatore dopo il ritiro, dal 2004 al 2006, però per 130 volte gioca ma solo in porta vincendo due volte la Gold Cup (Messico 1993, Usa 1996) e una la Confederations Cup (Messico 1999). Oltre ai già citati Pumas UNAM, dove tornerà anche altre due volte a fine carriera per giocare una stagione, veste maglie importanti del Sudamerica come Cruz Azul, Atlante e Puebla, ma anche diverse in Mls League come Chicago Fire e L.A.Galaxy.
Oggi però lo ricordiamo più per essere stato un personaggio iconico che per il ruolo da portiere o da centravanti. Un calciatore nostalgico al 100% e che vestiva una maglia davvero sgargiante impossibile da dimenticare. Il Messico è di fatto un paese che non ci ha regalato grandissimi calciatori, talenti incredibili, ma per le storie è andato oltre forse anche a Brasile e Argentina, basti pensare al famigerato “passo di Blanco“, ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo un’altra volta.
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