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Donne, lavoro e futuro: la denuncia di Daniela Fumarola sulla “child penalty”

Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, aveva ha acceso i riflettori su una problematica ancora troppo diffusa: la “child penalty”.

L’occupazione in Italia continua a crescere, ma resta una sfida cruciale: aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro. È questo il focus dell’impegno del ministro del Lavoro, Marina Calderone, che sottolinea la necessità di politiche efficaci per favorire la conciliazione tra vita professionale e personale.

Donne e lavoro: ancora ostacoli Cityrumors.it foto Ansa

“Le donne devono poter scegliere liberamente di lavorare, senza ostacoli strutturali o culturali”, ha dichiarato Calderone, ribadendo l’importanza di misure concrete per sostenere la loro occupazione e garantire pari opportunità nel mondo del lavoro.

Child penalty: “una discriminazione inaccettabile”

Durante l’evento del sindacato intitolato “Donne, lavoro, futuro”, Fumarola ha espresso con forza la sua condanna verso la penalizzazione che molte donne subiscono dopo la nascita di un figlio. “Non è possibile,” ha dichiarato Fumarola, “che da noi abbia un peso così grande e negativo la ‘child penalty’, la penalizzazione che le donne subiscono alla nascita di un figlio. Succede a un quinto delle donne, che lasciano il lavoro proprio in quello che dovrebbe essere il momento più bello della propria vita. Una cosa totalmente assente per gli uomini, una discriminazione inaccettabile.”

molte donne subiscono dopo la nascita di un figlio Cityrumors.it foto Ansa

La segretaria generale ha sottolineato come questa disparità sia il risultato di un’organizzazione del lavoro ancora modellata sugli uomini, sia nelle imprese che nella società in generale. “Siamo al nodo fondamentale di una conciliazione ancora insufficiente tra vita familiare e lavorativa” ha aggiunto, evidenziando la necessità di un cambiamento strutturale per garantire pari opportunità.

L’intervento di Fumarola rappresenta un appello forte e chiaro per affrontare una questione che non riguarda solo le donne, ma l’intera società. La “child penalty” non è solo una discriminazione di genere, ma un ostacolo al progresso sociale ed economico.

Tania Guaida

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