Una 21enne sferra un pugno al medico e urla “sporco macaco”. Nonostante la mediazione, il dottore la trascina in tribunale
Una lite in ambulatorio si è trasformata in un dramma giudiziario senza precedenti, con il medico che, nonostante le scuse e la mediazione avviata, ha voluto la vendetta in aula. Protagonista è KS, una donna di 21 anni di Tielt, condannata a quattro mesi di carcere con sospensione condizionale per aver aggredito un medico ad Aalter.
La sua furia, alimentata dalla convinzione di non essere stata curata adeguatamente, è sfociata in un’aggressione fisica e in un insulto razzista che ha fatto tremare le fondamenta dell’etica professionale.
La miccia è stata innescata da un forte dolore addominale. Nella primavera del 2023, KS si era recata in ospedale, ma un primo esame non aveva rivelato nulla di allarmante, rimandandola a casa. Il dolore, tuttavia, non si era placato, spingendola disperatamente nello studio di Aalter.
Secondo la ricostruzione, il medico di 61 anni, di origine iraniana, si sarebbe rifiutato di indirizzarla a un collega per un secondo parere. In quel momento, la paziente ha perso ogni controllo. Ha iniziato a lanciare oggetti dalla scrivania e, nel momento in cui il medico ha tentato di cacciare lei e il suo fidanzato, lo ha colpito in pieno volto.
Il pugno ha danneggiato leggermente gli occhiali del dottore, ma la violenza verbale è stata ancora più grave. KS, in un delirio di rabbia, ha urlato al medico l’insulto razzista “sporco macaco.” Durante l’interrogatorio, la giovane si è difesa sostenendo che l’uomo si fosse comportato con arroganza e che “Non si è preso cura di me,” una percezione forse confermata dal fatto che il giorno dopo le sarebbe stata diagnosticata in un altro ospedale una patologia all’appendice.
Nonostante l’ammissione del pugno e il pentimento espresso (pur affermando di non ricordare il commento razzista), la vicenda ha preso una piega drammatica per la testardaggine della vittima. Inizialmente, la Procura aveva archiviato il caso, optando per una procedura di mediazione penale. KS si era dichiarata disponibile a pagare un risarcimento e a svolgere 40 ore di lavoro socialmente utile.
Ma prima che la procedura potesse concludersi, il medico ha deciso di scavalcare l’accordo. Ha scelto di convocare di sua iniziativa la ragazza davanti al tribunale penale di Bruges, esigendo una condanna.
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Nonostante le scuse reiterate durante il processo, il tribunale ha inflitto a KS una condanna a quattro mesi di carcere con sospensione condizionale. Il giudice ha respinto la possibilità di lavoro socialmente utile poiché la ragazza percepisce l’indennità di invalidità. Il medico, che inizialmente aveva chiesto un risarcimento danni di 2.000 euro, ne ha ottenuti 500.
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