Il “sottosopra”, i mondi paralleli, i ponti temporali che collegano più mondi: tutto questo è vero o rappresenta solo una finzione? Il mondo di Stranger Things può esistere davvero nella realtà? La scoperta di Einstein e degli altri scienziati rimette tutto in gioco
Stranger Things, la serie tv prodotta da Netflix e che nella notte di Capodanno ha visto la diffusione dell’ultimo episodio, ha fatto registrare dei numeri record. Il pubblico si è affezionato alle avventure di Undici, Will, Mike, Lucas, Max e di tutti gli abitanti dio Hawkisn, perennemente in lotta con un mondo alternativo.
Ma nella realtà, quel tipo di universo parallelo (il cosiddetto Sottosopra) fatto di Dermogorgoni, personaggi particolari e buchi neri che collegavano più mondi (e che nella serie è stato necessario distruggere per evitare che si potessero sovrapporre) possono davvero esistere? La domanda non è nuova e su questo concetto si è discusso a lungo. Arrivando a prese di posizione e concetti che hanno aperto strade e ipotesi molto particolari.
Tutto ruota sui famigerati wormhole. Un concetto fantascientifico molto popolare, riportato alla ribalta dalla serie “Stranger Things”. I wormhole sono degli spazi temprali che permettono di unire due mondi. Che vivono la stessa quotidità o che si trovano in ere completamente diversa. Un qualcosa che porta alle idee legate ai viaggi nel tempo e nello spazio e che sono alla base di molti libri e diversi film o serie televisive. I wormhole esistono davvero o sono solo frutto della nostra immaginazione?
La domanda sorge spontanea ed è stata al centro di studi e dibattiti. Una cosa è certa: la loro origine è sicuramente scientifica e si lega in tutto e per tutto alla teoria della relatività di Albert Einstein, che ha rivoluzionato la fisica all’inizio del XX secolo, dando origine a molteplici prospettive su di essi. Secondo il famoso scienziato la gravità era a tutti gli effetti una curvatura dello spaziotempo causata da massa ed energia. La teoria di Albert Einstein è stata poi studiata e approfondita da Karl Schwarzschild, Wheeler e Misner, che trovarono diverse soluzioni matematiche , descrivendo anche una serie di strutture che collegavano due diverse regioni dello spaziotempo attraverso un cosiddetto tunnel teorico , creando così il concetto di wormhole. Per molto tempo, queste furono semplicemente questioni matematiche senza alcun collegamento con la fisica come la conosciamo oggi.
Oggi i fisici studiano i wormhole soprattutto per cercare di unire la Relatività Generale con la Meccanica Quantistica (il cosiddetto concetto di ER=EPR). Recentemente, alcuni ricercatori hanno simulato il comportamento di un “wormhole olografico” utilizzando un computer quantistico, ma attenzione: era una simulazione di modelli matematici, non la creazione di un tunnel reale nello spazio. I wormhole che abbiamo visto in diversi film e serie tv e che sono stati una parte fondamentale di Stranger Things, sono quindi reali o rappresentano solo una fantasia?
In un ospedale di Napoli, una madre attende speranzosa un secondo trapianto di cuore per…
Questo articolo esplora la responsabilità individuale e collettiva in situazioni di emergenza, come un incendio,…
"La disperata lotta di una madre per salvare la vita del figlio, in attesa di…
Questo articolo esplora il delicato compito di un genitore che deve spiegare la morte a…
Situato su un pendio soleggiato a circa 590 metri di altitudine, il borgo di Tirolo…
Questo articolo esplora il dolore e la resilienza di un padre che affronta la perdita…