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Nasce il primo gruppo WhatsApp per donne che tornano da sole a casa la notte

Nasce il primo gruppo su WhatsApp dedicato alle donne che tornano da sole a casa nel cuore della notte: gli ultimi aggiornamenti 

Si tratta di un piccolo, ma importante, passo in avanti per quanto riguarda la protezione sulle donne. Una grandiosa novità quella che arriva da Bologna. Una fondamentale iniziativa che ha portato un gruppo di donne ad unirsi in un unico gruppo WhatsApp. Ovvero quello di poter restare in contatto, durante i loro rientri notturni, fino a quando non arrivano nelle loro case. Purtroppo non dovrebbe fare notizia se non fosse per il fatto che, in giro, ci sono malintenzionati che non hanno scrupoli nell’aggredirle o altro.

Cellulare (Pixabay Foto) Cityrumors.it

Un numero di aggressioni e, purtroppo, femminicidi che nel nostro Paese aumenta sempre di più. Il nome del gruppo? Semplice quanto protettivo: “Scrivi quando arrivi“. Un gruppo in cui ci si può rimanere in contatto sempre: dal mattino fino al cuore della notte. L’importante è che il soggetto in questione torni a casa sana e salva. Chi fa parte di questo gruppo? In particolar modo studentesse fuorisede. L’obiettivo è quello di farsi compagnia e, soprattutto, forza a vicenda. 

Bologna, nasce il gruppo WhatsApp per donne: “Scrivi quando arrivi”

A riportare questa vicenda il quotidiano “La Repubblica” che rivela quanti passi importanti sono stati effettuati in soli tre mesi. Ad avere la brillante idea una ragazza di 22 anni: si tratta di Samia Outia, 22 anni, quarto anno di giurisprudenza, veneta con doppia cittadinanza marocchina e italiana. Una idea che le è nata in merito a due terrificanti episodi: il primo riguardante il femminicidio di Giulia Cecchettin mentre l’altro gli episodi di violenza sessuale in via dell’Unione e delle Belle Arti nella città felsinea.

Nasce primo gruppo WhatsApp per donne che tornano da sole a casa la notte (Pixabay Foto) Cityrumors.it

Vicende che hanno inevitabilmente messo incuto terrore alle donne, sempre più preoccupate di uscire la notte. Poi la decisione di appendere molti volantini nella biblioteca di via Zamboni: “Non ti senti sicura a tornare a casa? Neanche io“. Poi l’idea di creare questo gruppo sull’app di messaggistica istantanea. Aperto a tutte.

Tanto è vero che, ogni giorni, ci sono almeno dieci nuove iscritte. Un gruppo creato anche per coloro che hanno voglia di sfogarsi e di raccontare le loro vicende. Magari con l’obiettivo di avere supporto ed una spalla su cui contare. Poco importa se virtualmente o meno, l’importante è confrontarsi.

Cristiano

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