Don Paolo Benanti, presidente della Commissione sull’Intelligenza artificiale per l’informazione, in un’intervista a ‘Il Giornale’ fa il punto della situazione.
L’intelligenza artificiale resta una sfida da vincere. E il presidente della Commissione governativa si sofferma in un’intervista a Il Giornale fa il punto della situazione: “Pensiamo alla bomba atomica e all’inquinamento: sono problemi globali e anche l’intelligenza artificiale lo è“.
“E’ un qualcosa che assomiglia al codice della strada – aggiunge don Paolo Benanti – non serve a impedirci di andare da qualche parte, ma evitare gli incidenti. Tutte le nazioni ne hanno uno, ma ogni Paese lo utilizza secondo le proprie esigenze. In questo momento, però, la priorità è quello di evitare gli incidenti con l’intelligenza artificiale“.
Don Paolo Benanti si sofferma anche sui possibili incidenti causati dall’intelligenza artificiale: “Stiamo parlando di un qualcosa che comprende tante tecnologie e applicazioni. Se la si usa, per esempio, per controllare una centrale nucleare, l’esito può essere nefasto. Lo stesso si può dire per un’auto a guida autonoma oppure un aereo“.
“Ma i problemi potrebbero esserci anche per cose che apparentemente possono sembrare meno significative come medicina o banca. In questo caso potrebbero essere provocati enormi ingiustizie, privando le persone dei giusti trattamenti o finanziamenti“, continua il consigliere di Papa Francesco
Don Paolo Benanti apre all’ipotesi di patenti per utilizzare l’intelligenza artificiale: “E’ una ipotesi. In alcuni ambiti non sarebbe sbagliato e penso alla medicina. Un medico deve essere in grado di riconoscere un tessuto rispetto ad un altro. Forse, prima di farci mettere le mani addosso da lui con l’Intelligenza artificiale, anche il dottore dovrebbe avere delle competenze su questo tema“
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