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“Tatuaggi e il rischio tumore? Inchiostri certificati Ue e da Asl”, assicura il tatuatore dei campioni

Dalla Danimarca arriva uno studio che lancia l’allarme ma Alberto Marzari assicura: “Il materiale che viene usato non è mai dannoso per la pelle”

Un allarme che arriva dalla Danimarca, ovvero che i tatuaggi possono essere pericolosi. Il timore è che possano alzare il rischio di tumori. Una paura che da qualche giorno ha gettato un po’ nel panico tante persone che hanno tatuaggi o che vorrebbero farli e che, dopo quanto si sta diffondendo, hanno più timori.

“Tatuaggi e il rischio tumore? Inchiostri certificati Ue e da Asl”, assicura il tatuatore dei campioni (Ansa Foto) Cityrumors.it

Non è la prima volta che escono fuori studi o notizie di questo genere e chi fa questo lavoro lo sa bene come Alberto Marzari, conosciutissimo tatuatore nel mondo del calcio e dello spettacolo, spiega quello che fa ogni giorno e lo spiega nei minimi dettagli, anche perché spesso l’immagine che si ha del tatuatore è del tutto sbagliata.

Sono dei veri e propri artisti, nel vero senso della parola, ma allo stesso tempo, siccome amano il loro lavoro e sono a contatto con la gente ogni giorno, cercano di garantire il massimo della sicurezza e salvaguardano la salute delle persone che si vanno a fare il tatuaggio. “Non siamo sprovveduti o persone che si mettono a disegnare sulla pelle della gente senza sapere quello che fanno – premette Alberto Marzari -, anche perché usiamo inchiostri e materiali che sono certificati da stringenti e rigorose normative della Comunità Europea, senza non si può fare questo lavoro e soprattutto non si garantisce la salute delle persone che decidono di fare un tatuaggio“.

“Gli inchiostri non sono dannosi per la pelle, c’è un attestato da parte della Asl”

Dalla Danimarca è arrivata ed è stata pubblicata questa ricerca su BMC Public Health, una rivista del settore. Si sono messi insieme scienziati danesi e finlandesi che avrebbero analizzato i dati di oltre 2.000 gemelli, confrontando i tassi di cancro tra le persone che si erano tatuati e quelle che non lo avevano fatto e, secondo il loro studio, i partecipanti con un tatuaggio avevano fino al 62 per cento di probabilità in più di ricevere una diagnosi di cancro della pelle.

Con rispetto Alberto Marzari parla della sua esperienza e della sua professione che svolge da anni: “Non sono uno dottore, non so neanche quanto fondamento scientifico ci sia, io e i miei colleghi ci atteniamo a quelle che sono le direttive, usando solo e in maniera specifica inchiostri e materiali certificato e approvato dalla Comunità Europea e dal Reach (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals) è un regolamento europeo che disciplina l’uso di sostanze chimiche”.

“Gli inchiostri non sono dannosi per la pelle, c’è un attestato da parte della Asl” (Screenshot Ig Cityrumors.it)

L’obiettivo è tutelare la salute umana e l’ambiente – spiega Marzari, non è che ci mettiamo a tatuare la gente con inchiostri che non conosciamo o che non siano stati studiati, anche perché vanno sulla pelle delle persone e non creano alcun danno, dietro ci sono studi e analisi. Poi io parlo del mio lavoro e di quello che faccio io, anche perché c’è perfino un attestato e dei corsi che rilascia la Asl per poter svolgere questa professione“.

Alberto Marzari ci tiene tantissimo al suo lavoro ed è molto scrupoloso in quello che fa, ma anche le persone che decidono di fare dei tatuaggi: “Le persone che vengono da noi, prima di poter fare un tatuaggio devono firmare un consenso informativo alla Asl, ovvero vengono seguite in tutto e per tutto anche perché siamo i primi a tutelare la salute delle persone. Noi tatutaori non siamo dei professionisti sanitari, ma poco ci manca…“. E la pensano in questo modo anche tanti dermatologi, soprattutto sui materiali che vengono usati per i tatuaggi.

 

Daniele Magliocchetti

Lo so, è un sogno un po' bizzarro, ma da piccolo sognavo di fare l'inviato di guerra, mi perdevo nei racconti di Ettore Mo, meraviglioso inviato del CorSera, su questa scia sono diventato un giornalista, meglio dire cronista (esistono solo le notizie), scrivendo e raccontando sport (principalmente), ma anche cronaca e politica per Ultime Notizie, Ansa, Repubblica e Messaggero, cartaceo e on line, contestualmente facevo (e faccio) anche radio passando per Radio Incontro, Radio Globo, Radio Sei, Radio Incontro Olympia ora solo Radio Olympia. Da sempre curioso del mondo e di chi ne fa parte.

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