Il premier Meloni al summit per la pace in corso al Cairo ha fatto il punto della situazione sulla guerra in Israele e ribadito che c’è “una sola soluzione”.
Il premier Meloni in Egitto per il summit per la pace. Il presidente del Consiglio nel suo discorso al Cairo si è soffermata sulla guerra in corso in Israele. “L’unica soluzione di questa crisi è quella di due popoli e due Stati – ha detto il primo ministro italiano, citata dall’Adnkronos – bisogna assolutamente riprendere una iniziativa politica per mettere fine a questa guerra e il tutto deve avere tempistiche definite“.
Il presidente del Consiglio ha sottolineato che l’obiettivo deve essere quello “di evitare una escalation perché le conseguenze sarebbero inimmaginabili. L’Italia è pronta ad essere il ponte tra Europa e Medio Oriente, ma nessuno deve e può giustificare il terrorismo e i neonati massacrati“.
Il premier Meloni nel suo discorso si è detta preoccupata per “le sorti degli ostaggi nelle mani di Hamas. Noi chiediamo l’immediato rilascio naturalmente a partire da donne, bambini e anziani“.
Il presidente del Consiglio ha, inoltre, ricordato che per lei “il vero obiettivo di Hamas non è quello di difendere il popolo palestinese, ma costringere Israele a reagire contro Gaza per mettere fine al tentativo di dialogo tra i Paesi arabi, l’Occidente e anche Gerusalemme, compromettendo definitivamente pace e benessere di tutti i cittadini coinvolti. Quindi possiamo dire che il bersaglio di Hamas siamo tutti noi e non possiamo permetterci di cadere in questa trappola perché sarebbe una cosa davvero molto stupida“.
Il presidente del Consiglio si è soffermata anche sulla possibile reazione da parte di Israele: “Mai farlo con sentimenti di vendetta. Uno Stato deve fondare la propria reazione sulla base di precise ragioni di sicurezza e si deve sempre tutelare la popolazione civile. Questo è il confine da rispettare di fronte al terrorismo e io sono certo che sia anche la volontà di Israele“.
Il premier Meloni ha parlato anche delle mosse della Commissione Ue: “Considero molto importante la decisione da parte di Bruxelles di triplicare gli aiuti umanitari a Gaza, ma l’aumento delle risorse deve essere accompagnato anche da un controllo su chi li utilizza“.
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