Paolo Ciani, segretario nazionale di Democrazia Solidale, in un’intervista a ‘L’Unità’ si sofferma su diversi temi e attacca destra e sinistra.
E’ un Paolo Ciani che attacca in modo duro destra e sinistra nella sua intervista a L’Unità. Il segretario nazionale di Democrazia Solidale parla della guerra in Israele e ricorda come “la decisione di Israele è comprensibile, ma il numero di vittime dei civili è elevatissimo. La mia speranza è che si possa raggiungere ad una nuova tregua“.
“Devo dire che a livello internazionale stanno avvenendo delle pressioni per aprire una nuova fase – aggiunge Ciani – ma non siamo ancora arrivati al momento del cessate il fuoco umanitario. Io spero che, avvicinandoci al Natale, si possa giungere alla liberazione di tutti gli ostaggi. Una tregua sarebbe un segnale di speranza e umanità per il mondo intero”.
Ciani si sofferma anche su come la sinistra si è comportata in un periodo non semplice: “Potrei dire che è stata all’altezza. Nel senso che esiste una società civile che opera, che va avanti, che pratica ogni giorno la solidarietà verso i più deboli e indifesi, che fa cultura ed è presente. Anche questa è sinistra”.
“Ma secondo me – aggiunge il numero uno di Demos – c’è ancora troppa lentezza rispetto alla drammaticità delle sfide. Il tema è sempre lo stesso: mettersi nei panni degli altri, di quelli che hanno freddo o soffrono. Bisognerebbe vivere il dramma di certe situazioni per essere molto più incisivi nelle decisioni“.
Ciani attacca il governo sui migranti: “Si è deciso di adottare provvedimenti inefficaci e inumani. Il fatto che poi queste misure sono state impugnate e sanzionate non significa che c’è una congiura nei confronti di questo esecutivo, ma che sul tema sono state messe in campo delle norme al di fuori del diritto italiano ed europeo“.
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